Sabato, 07 Marzo 2015 00:00

Quarta via: che cos’è la verità?

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Ha un significato per noi la Verità come principio assoluto che ci riguarda? Come possiamo ricercarla e riconoscerla nella nostra quotidianità?
L'uomo nella sua storia è sempre stato affascinato dalla conoscenza della Verità e ha sempre cercato di afferrare con parametri di coerenza e verificabilità questo concetto. Le tracce di questa incessante ricerca compaiono in ogni epoca in interpretazioni filosofiche e in tantissime opere d'arte, come per esempio nell'immagine che ne dà Gustav Klimt nel dipinto "Nuda Veritas" dove immagina la Verità come una Dea dallo sguardo sorridente ed enigmatico con uno specchio in mano rivolto verso l'osservatore, quasi ad invitarlo a guardarci dentro. Forse un moderno "Conosci te stesso"?

È evidente che quando ci addentriamo in quest'argomento, ci troviamo davanti a una quantità infinita di dibattiti, prese di posizioni, punti di vista, tanti quanti sono i diversi atteggiamenti nei confronti della Verità che possono essere assunti. Qualunque sia l'associazione messa in moto, l'impulso dell'uomo di afferrare la Verità assoluta del mondo in cui vive, come atto ultimo di conoscenza o forse come gesto vano di potere, sembra essere un bisogno insito nella sua specifica natura, benché raramente appagato.

Ma allora è lecito continuare a chiedersi "Che cos'è la Verità"?
Non ne sembra convinto il governatore Ponzio Pilato che nel Vangelo di Giovanni (18:38) chiede con fare ironico e sprezzante a Gesù durante il suo interrogatorio "Che cos'è la Verità?", convinto che il grande Maestro dei Giudei non sia in grado di rispondere. Gesù sembra essere altrettanto divertito dalla domanda al punto da non rispondere al governatore romano, come a dire "Non vedi che ce l'hai davanti a te? Non capisci che la Verità non può essere spiegata, ma semplicemente va incarnata e vissuta?"
La domanda in questo modo da puramente filosofica si fa spirituale, diventando motivo di ricerca personale e lavoro di conoscenza interiore.

Che cos'è la Verità in noi? Esiste la possibilità di conoscere e incarnare una verità che partendo dal soggetto riesca ad abbracciare tutta la realtà e a farsi oggettiva?
Queste domande costringono a chiederci quale sia il segno distintivo dell'essere umano oltre la molteplicità e il caos del mondo, oltre quindi l'ineludibile soggettività della materia.
Ciò che sembra accomunare ognuno di noi è l'origine e la fine della nostra vita. Per quanto diverse siano le vite di ognuno, la partenza e l'arrivo del viaggio terreno concordano e nella loro semplice e pura veridicità sembrano riuscire a trascendere anche la stessa ricerca della Verità.

La Scintilla del Tutto che ci accompagna dalla nascita alla fine terrena - la "Perla", come veniva chiamata dagli antichi e moderni gnostici - , il principio interiore trascendente nascosto nel labirinto della nostra anima, che ci appartiene più di ogni altra cosa, va però cercato, riscoperto nella sua accecante e divina lucentezza, quale faro di verità in grado di illuminare il viaggio anche in mezzo alla più tormentata e burrascosa tempesta.
Letto 1818 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:38

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