Mercoledì, 21 Maggio 2014 00:00

Saluto alla venerabile maga

Scritto da Luciano Cercatore
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Oggi rendo omaggio alla mia venerabile Maga dagli occhi penetranti e dal cuore infuocato.Si è distaccata dal corpo fisico alcuni giorni fa.
Oggi rendo omaggio alla mia venerabile maga dagli occhi penetranti e dal cuore infuocato, che si è distaccata dal corpo fisico alcuni giorni fa, una domenica con svariati minuti di pioggia vigorosa, poi di robusta grandine. La venerabile, dopo giorni di preparazione, anni a dire il vero, ha scelto quella notte per volarsene via lieve. Io nel pomeriggio avevo già avvistato un arcobaleno a doppia corsia, che mi era parso una strada verso il cielo.

Sembravi una creatura millenaria, esile e ossuta, con le tue mani ritorte ed il tuo sguardo fiero, che tante volte mi hai indirizzato, permettendomi così di leggermi dentro. Avevi l’aspetto di una nobildonna decaduta d’altri tempi. Che dono incontrarti, tu che avevi studiato tutto: magia, ermetismo, alchimia, kabbalah, e soprattutto i tuoi tarocchi, segni che scrutavi per orientarti nel Cammino. La conoscenza umana era per te una scala, avevi in cuore il desiderio di tendere alla Luce più alta, alla Verità più ineffabile, all’Amore più grande. Tu mi hai infuso questo desiderio.

Mi hai detto che l’amore umano è ricerca perenne. Con la tua assoluta severità, mi hai mostrato il senso della disciplina e dell’obbedienza. Il tuo rigore nella Ricerca mi ha raccontato le infinite difficoltà e anche le gioie disseminate nel Cammino. Mi hai poi lasciato scorgere il tuo aspetto di bambina. Come tutti i veri Maestri, tu celavi e svelavi anche questo volto. Ho potuto piangere e ridere, e alcune volte pregare accanto a te. Ti ho sentita vibrare di quell’Amore che anche io adesso cerco. Accanto a te l’ho potuto intuire.

L’ultima volta che ti ho fatto visita, sapevo che era l’ultima, già mesi prima mi avevi detto che ti stavi preparando al Grande Salto. Abbiamo riso, pianto e pregato ancora una volta. Abbiamo conversato su come sarebbe stato il tuo Volo ed il mio. Tu me lo descrivevi come l’abbraccio più ambito.

La tua partenza è stata piena di Bellezza, anche quando hai smesso di parlare, nelle ultime ore, sapevo che tu eri e saresti rimasta profondamente Viva, perché avevi impiegato tutta la tua vita per scoprire come fare. Da te ho ereditato un senso di tranquillità, e quando sei venuta a salutarmi in sogno, ho saputo che mi stavi precedendo e aprendo una strada nell’Oltre.

Quella domenica ero stato invitato ad un battesimo, una bambina vestita di bianco ha dato inizio con questo arcaico rito alla sua vita spirituale, che chissà dove la condurrà. In una chiesa semplice di un’altra città, i tuoi amici ti hanno salutata silenziosi, pieni di commozione e Unione. Tu avevi delle scarpette rosse ai piedi e un uomo suonava al violino una canzone d’amore. Il principio e la fine mi sono apparsi un’unità perfetta.

Sempre tuo

Luciano Cercatore

Letto 959 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:13

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