Mercoledì, 08 Ottobre 2014 00:00

Vuoto Zen

Scritto da Luciano Cercatore
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A volte la bellezza si cela nelle cose semplici. Lo zen ce lo insegna. Ci insegna a vivere in modo più sereno e vero. Impara anche tu come fare.
Oggi passeggio e niente più di questo. È una splendida mattina, è sorto un sole nuovo ad Oscurania e mi sta invitando a fare una bella camminata.

L’altro giorno ho incontrato Nick, un vecchio amico di scuola di cui avevo smarrito le tracce da tempo immemore. Parlando del più e del meno, da buon conoscitore dello Zen, mi ha detto che secondo lui è bene avere una vita sociale intensa, ma che di tanto in tanto è opportuno lasciare una pagina vuota nell’“agenda del fare”, per passare del legittimo tempo con noi stessi, magari cercando di staccarci dal viavai di pensieri che ci ingolfano la mente. Sì, è il momento.

A tal proposito vorrei dirti, prima di dimenticarlo, che il sogno dell’altra notte, quello dell’armadio pieno di fantocci e manichini che mi avevano quasi imprigionato, quel sogno che ho raccontato anche nel Blog, oltre che commuovermi, mi ha fatto riflettere non poco sul modo in cui vivo e mi relaziono con amici e conoscenti, ma anche rispetto alla mia storia, che se da una parte mi permette di sapere chi sono, dall’altra mi confonde rispetto a chi credo certe volte di essere… non so se mi stai seguendo, ma lasciamo stare, avevo detto che oggi passeggio e niente più di questo. L’altro giorno mi hanno invitato al Royal Oscurania, il più prestigioso dei teatri di questa città, e non ci crederai, ma in una scena hanno rappresentato pressoché lo stesso sogno che ti ho raccontato! Non potevo crederci, c’era una scenografia tutta fatta da manichini e bambole rotte. Da non crederci!

Già, da quel giorno continuo a stare in bilico con il mio mondo interno, perché i personaggi del mio sogno mi sono entrati dentro e sembrano non volersene andare via. Non so il perché, ma mi vengono alla mente quando sto mangiando, mentre scrivo il mio Blog o anche adesso che cammino e tu stai leggendo cosa mi succede ad ogni passo. Cosa volevano dirmi? Sono parti di me che si rivelano? Basta pensare, oggi solo passeggiare. Sai, mi piace, ogni tanto, invece di sedermi al pc a scrivere, registrare la mia voce con lo smartphone mentre vago senza una meta, senza pormi il problema di dove arriverò.

Una vetrina attira la mia attenzione: meravigliose quelle chiavi antiche di ferro battuto. Sono più grandi di una mia mano! Non te l’ho ancora detto, ma questa è una delle mie debolezze: l’antiquariato. E quell’armadio… Sorprendente! No, no, non è come quello del mio sogno, tranquillo… stai pensando che sono impazzito e comincio a vedere nella realtà quello che mi sogno? C’è un cassetto aperto dell’armadio da cui fuoriesce un libro, ma si vede solo una parte della copertina: “I racconti di Bel…” non leggo più, però tu forse l’avrai riconosciuto. È un’arte molto interessante quella di comporre le vetrine.

Ho sete, ci vorrebbe del buon thè… Oh, mi sta chiamando qualcuno… eh no! Avevo detto: solo passeggiare e nient’altro. Niente più di questo, avevo detto… è che non posso non fare niente.

Un abbraccio a te e a tutti quelli che mi seguono. Io ricomincio a passeggiare… ma niente più di questo.

Luciano Cercatore
Letto 1061 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:26
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