Seminario Il Castello Interiore

i centri psichici

Scritto da Giovanni M. Quinti.

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I centri secondo Gurdjieff

La tesi fondamentale di Gurdjieff è che l'uomo ha una quantità sorprendente di capacità che non utilizza. Siamo strutturati in modo assai complesso ed efficiente, ma pochi di noi sanno...

... sfruttare le risorse mentali e fisiche della propria macchina. Per fare un passo in questa direzione l'unica strada è lo studio di sé. Se iniziamo ad osservarci possiamo fare una semplice classificazione delle nostre funzioni che ci faciliterà il compito.

Come siamo strutturati?

Innanzi tutto dentro di noi albergano pensieri ed emozioni. Queste due funzioni sono diverse fra loro. Spesso pensiamo una cosa, ma ne "sentiamo" un'altra, oppure prendiamo una decisione intellettuale (ad es. "devo studiare") contrastata da una forza emozionale (ad es. dalla sensazione di incompetenza). Oppure sappiamo razionalmente che una persona è degna di rispetto, ma in noi desta una inspiegabile antipatia ed un senso di rifiuto.

Queste funzioni, per comodità, li chiameremo "centri". Abbiamo quindi un centro emozionale ed un centro intellettuale.

Gurdjieff indica poi altre due funzioni (o centri): la funzione istintiva e la funzione motrice.

Quella istintiva si riferisce al lavoro interno dell'organismo (pulsazione cardiaca, respirazione, digestione, ecc.) La funzione Motoria (o centro motorico) regola i movimenti del corpo: camminare, scrivere, gesticolare ecc. Tutte queste funzioni subiscono un processo di apprendimento e trasformazione che si stabilisce sopratutto nei primi anni di vita infantile.

Osservando se stessi attraverso il sistema di Gurdjieff è importante distinguerle e riconoscerle.

Nella vita ordinaria questi centri sono tutti meccanici. Nel senso, ad esempio, che non siamo consapevoli del nostro respiro (centro istintivo) di quasi tutti i nostri movimenti corporei (centro motorio), allo stesso modo in cui ci è difficile gestire le emozioni (centro emozionale), per non parlare poi dei nostri istinti (centro istintivo).

La meccanicità o l'automatismo di questi centri è facilmente osservabile.

ESERCIZIO PRATICO

Per fare esperienza dell'automatismo del centro intellettuale, ad esempio, è sufficiente tentare l'esecuzione di un piccolo esercizio: decidete di vivere nel presente, nella consapevolezza di voi stessi, per la prossima mezz'ora, cercando di tornare con la mente al "qui ed ora" ogni volta che questa vi si allontana.

I risultati saranno interessanti: molto probabilmente osserverete come il pensiero meccanico si ribellerà al vostro tentativo. Ripetendo l'esercizio, facendo dei continui sforzi per tornare al "qui e ora", comprenderete quante volte e quanto costa, in termini di vera e propria fatica, la sua esecuzione.

Questo è un modo semplice, ma chiaro, per sperimentare la schiavitù dell'automatismo mentale che ci spinge lontano dal presente in maniera del tutto incontrollata ed automatica. Questa totale mancanza di "padronanza di sé" ci impedisce di accedere alle nostre risorse nascoste, a quelle potenzialitá latenti che risiedono in noi, celate ed imprigionate dal meccanismo involontario.