La Musica Oggettiva

Scritto da Rocco Fontana.

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Foto articolo sulla musica oggettiva di Gurdjieff

Nella scena iniziale del film “Incontri con uomini straordinari” di Peter Brook, vi è la rappresentazione di una gara, organizzata ogni venti anni, in cui alcuni musicisti

mettono alla prova, attraverso la loro musica, la potenza del proprio cuore. Lo scenario è suggestivo, una valle dalle caratteristiche uniche. Solo un musicista capace di produrre un suono di una particolare qualità ne farà risuonare le rocce, che vibreranno così del suono stesso. Ha luogo la sfida e, fra tutti i partecipanti, un solo musicista riesce nell’impresa attraverso il canto armonico utilizzando cioè una particolare tecnica per far vibrare alcune parti del corpo, in special modo le cavità del cranio.

Queste parti entrano in risonanza producendo ed esaltando determinati armonici del suono vocalizzato, evocati intenzionalmente dal cantante. Dopo aver assistito a queste particolari scene, accade talvolta di chiedersi se la musica sia veramente quella che fino ad oggi abbiamo creduto di conoscere. A volte si rimane talmente colpiti da tutto questo da sentire la spinta a ricercare quel qualcosa in più che sembra mancarci per una conoscenza più profonda. Quindi , cercando, si potrebbe trovare del materiale che possa servire a meglio comprendere il significato di “musica oggettiva” anche se, facendone un mosaico, possiamo ottenerne soltanto la sagoma, e non il disegno completo.

Che cos'è dunque la musica oggettiva?
Possiamo dire che essa ha una caratteristica particolare: quella di essere funzionale, cioè di servire a raggiungere uno scopo.

Le culture più importanti coincidono sull’idea del suono come origine. In principio era il Verbo; la parola, il suono, l’energia, la vibrazione. La vibrazione (suono) è origine e permea ogni cosa. Nella letteratura Sufi si parla di vibrazioni sottili, più elevate, e vibrazioni grossolane, più basse. Per rimanere nell’ambito dell’uomo, le prime vibrazioni, sottili, costituirebbero via via le intuizioni, le emozioni, i pensieri, ecc.; le vibrazioni grossolane, costituirebbero il mondo tangibile o materiale (una sedia, un cuore, un albero...).

Ogni cosa, vibra con una propria frequenza ed emette un suono. C’é un fenomeno che può essere un ottimo esempio anche per chi non ha la minima conoscenza della musica: vi sarà forse capitato di avere davanti a voi un pianoforte e di non resistere alla curiosità di schiacciarne un tasto. Il suono, la nota generata, si librerà nell’aria. Ascoltando con attenzione, sentirete che assieme alla nota da voi suonata, si udranno altre note.

Difatti, le corde del piano, che hanno rapporti reciproci di proporzione ben precisi con la corda che avete suonato, cominceranno a vibrare per “simpatia” e emetteranno il loro suono. Così, forse, una musica composta utilizzando una scala musicale (o modo) appropriata, farà vibrare per “simpatia” alcune parti superiori o inferiori dell’uomo e genererà degli effetti precisi. Ad esempio si potrebbe rendere allegra o triste una persona, calma o agitata, riarmonizzarne le funzioni alterate, ecc., conoscendone le frequenze fondamentali di vibrazione delle parti corrispondenti.

Negli scritti di Gurdjieff, tanto per restare in tema, si trovano molti accenni alla musica oggettiva. Si racconta di monaci orientali al cui canto, un gruppo eterogeneo di persone si ritrova a piangere di commozione (Frammenti di un insegnamento sconosciuto). Ancora, si parla di rabbini ebrei che con i loro canti sarebbero in grado di far crescere velocemente delle piante (Frammenti di un insegnamento sconosciuto). Si racconta di fenomeni fisici ben precisi, determinati da una sequenza di suoni (I racconti di Belzebù a suo nipote). Gurdjieff spiega che, sin dai tempi di Pitagora, la musica, come altre forme artistiche quali il teatro o la danza, era utilizzata da un gruppo di iniziati, gli "Aderenti al Legamonismo", per trasmettere la conoscenza tramite messaggi sonori che gli iniziati del futuro avrebbero potuto decifrare. Questa musica, sarebbe stata in grado di provocare degli effetti oggettivi su qualsiasi ascoltatore. Si dice che Pitagora avesse inventato una musica capace addirittura di curare le malattie.

Secondo Gurdjieff la musica, attraverso le sue vibrazioni, produce sugli uomini delle impressioni che agiscono in qualche modo sulle vibrazioni energetiche dei corpi non soltanto fisici. Gurdjieff lo dimostrò in diverse occasioni.

Una volta, fece cadere in trance una ragazza che aveva appena incontrato, suonando un particolare accordo al pianoforte. Anche la musica che compose per accompagnare l'esecuzione di particolari danze sacre da lui create, chiamate Movimenti, doveva essere strutturata in modo tale da generare sull'ascoltatore gli effetti voluti. Tutto ciò fa pensare che questo “mistero” non nasconda solo dei sofisticati e fantastici fenomeni di fisica, ma che i frammenti raccolti siano la punta di un mistero ancora più grande e che qualcos’altro sia in attesa del cercatore che vorrà dedicarsi alla sua scoperta.
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