Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Altre spiritualità: l’evoluzione secondo Rumi

Martedì, 12 Febbraio 2019 11:07 Scritto da  Gruppo di Milano
La vita di ognuno di noi è scandita da incontri: persone, paesi, profumi, musiche, colori e – ovviamente – parole. Parole pronunciate da qualcuno o lette su un libro: in un romanzo, che racconta una storia, in una canzone, che esprime un’emozione, o in una poesia, che fa vibrare l’anima di chi la scrive e di chi la leggerà. E poi ci sono poesie dedicate a un particolare tempo della propria vita, ed altre che puntano all’eternità, perché eterno è lo Spirito che le attraversa. Il grande mistico Jalal ad-Din Rumi (1207-1273) di formazione islamica, ma universale in quanto Uomo di Dio, ha fatto della forma poetica il suo mezzo di espressione per eccellenza, e tutte le sue opere dimostrano come nel profondo non esista differenza alcuna tra le fedi: i percorsi si somigliano, differenti sono solo gli itinerari. Tra le numerose e preziosissime liriche che portano il suo nome, una – dal titolo “Evoluzione” – racconta il viaggio dell’anima come lo intendono molte altre tradizioni, non ultima quella del Cristianesimo Esoterico delle origini.

Ogni forma che vedi ha il suo Tipo supremo nell’Oltrespazio:
se la forma scompare, non temere: la sua radice è eterna.

Ogni immagine che vedi, ogni discorso che ascolti
non penarti quando scompare, ché questo non è vero.

Poiché eterna è la fonte, i suoi rami scorrono sempre,
e poiché ambedue mai cessano, inutile è il lamento.

Considera l’Anima come fontana e le opere sue come rivoli:
finché la fonte dura ne scorrono freschi ruscelli.

Via dal cervello il dolore, e di quest’acqua pur bevi;
non temer che si secchi, è acqua senza sponde!

Da quando tu venisti in questo mondo d’esseri
davanti ti fu messa, a salvarti, una scala.

Fosti dapprima sasso, poi diventasti pianta,
e ancora poi animale: come ciò t’è nascosto?

Poi diventasti Uomo con scienza, mente, e fede:
guarda come ora è un Tutto quel corpo, già Parte di terra!

E, trascorso oltre l’Uomo, diverrai Angelo certo,
oltre questa terra, dopo: il tuo luogo è nei cieli.

E passa ancora oltre l’Angelo e in quel Mare ti immergi:
così tu, goccia, sarai mare immenso ed Oceano.

Smetti di parlar di “Figlio”, dì col cuore: “Uno”.
Se il tuo corpo è vecchio, a che temere, se l’anima è giovane?
Ultima modifica il Martedì, 12 Febbraio 2019 11:14
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