Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Esperienze interiori: l'uovo della vita

Mercoledì, 20 Giugno 2018 11:54 Scritto da 
Sono ad un funerale: una grande tristezza pervade tutta la chiesa, sguardi colmi di lacrime, facce impaurite che non mostrano più la spavalderia della sicurezza del domani. Vorrei poter consolare la mia amica che ha perso la mamma, ma posso soltanto abbracciarla con tanta tenerezza. Torno a casa un po’ spenta e triste. Trovo un pacchetto di uova fresche che mi ha portato un amico. Distrattamente prendo in mano un uovo e inizio ad osservarlo: avverto dentro di me qualcosa di morbido e di dolce che si fa strada. Sento di dover fare una ricerca su questa leggera sensazione.
Leggo cose straordinarie di questo semplice uovo. L'uovo cosmico è un archetipo cosmogonico ricorrente nei più diversi miti delle civiltà antiche. Tra i simboli pervenutici dall’antichità è il più comune: lo si trova in tutte le religioni. Nei più antichi Eddas degli Scandinavi si parla dell’uovo mondiale raffreddato dal gelido soffio di Niebelheim, ma riscaldato dal soffio infuocato di Nuspelheim, sino a che i diversi mondi e l’uomo giunsero ad esistenza. I Veda in India, parlano del Cigno del tempo e dello spazio, che depone l’uovo che divenne il mondo. Presso gli Egizi, la leggenda parla del globo alato e del serpente oviparo, che simboleggia la saggezza manifestata nel nostro mondo. I Greci venerarono questo simbolo nei loro misteri. Era conservato dai Druidi; era conosciuto dai costruttori del Monte del grande serpente nell’Ohio, e ha conservato il suo posto anche nel simbolismo sacro dei giorni nostri, nonostante la maggior parte delle persone sia inconsapevole del Mysterium Magnum che nasconde e rivela: il mistero della vita. Ecco svelato il senso di dolcezza e di leggerezza inspiegabili che ho provato! Quell’alito di rinnovata freschezza era la vita! Se non mi fossi messo in ascolto di quel sentire non sarei mai riuscito a spiegarmene il perché. Anche questo significa “osservarsi”.

Quando si spezza il guscio dell’uovo, troviamo all’interno solo dei liquidi densi di diverso colore e di diversa consistenza. Se, invece, lo poniamo ad una certa temperatura, osserviamo una serie di cambiamenti e, in breve tempo, un piccolo pulcino spezza il guscio e ne esce fuori, pronto ad occupare il suo posto fra i suoi simili. Gli scienziati probabilmente saranno già in grado di imitare o come si dice correttamente di “clonare” un uovo; le stesse sostanze vischiose saranno racchiuse in un guscio e costituiranno una copia perfetta del modello originale. Nonostante questa perfetta ricostruzione esso differisce dall’uovo naturale: nessun essere vivente può nascere da un prodotto artificiale. È evidente che qualcosa di intangibile deve essere presente nell’uovo.
Quel mistero, vecchio di secoli, è ciò che noi chiamiamo vita e che produce una creatura vivente. Gli scienziati hanno constatato che la vita non può essere individuata tra gli elementi dell’uovo, neppure dal più potente microscopio (benché invece vi si trovi poiché provoca il cambiamento) essa deve dunque essere capace di esistere indipendentemente dalla materia. Il simbolo sacro dell’uovo mi istruisce e mi parla del fatto che, benché la vita possa modellare la materia, essa tuttavia non dipende dalla sua esistenza. Esiste per sé stessa e non avendo inizio non può avere fine. Ecco ciò che è simbolizzato dalla forma ovoidale dell’uovo.

“L’uovo somiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l’uovo c’è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. In questo modo, l’uovo diventa quindi un simbolo di risurrezione.”*

È la consapevolezza proveniente da questo simbolo, secondo cui la vita è increata, senza inizio né fine, che mi fa riprendere fiducia e riconquistare la serenità interiore. Coloro che sono stati strappati al calore delle nostre braccia non hanno fatto che transitare nel percorso ciclico, simile a quello della vita insita nell’uovo. In un primo tempo si trovano in altre dimensioni, dopo un certo periodo si ritufferanno nella materia, penetrandovi come fanno tutte le cose viventi, nell’uovo della madre. Dopo un periodo di gestazione riappariranno nella vita fisica per imparare nuove lezioni.
Tutto ciò mi aiuta a guardare con altri occhi la lotta della vita, la sua fine e il duro percorso che a volte siamo chiamati a seguire.
Allora ringrazio con tutto il cuore il mio maestro uovo.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_di_Pasqua
Ultima modifica il Mercoledì, 20 Giugno 2018 12:20
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Queste riflessioni si legano ad alcuni miei cari ricordi. Quelli di un bimbo a cui i nonni regalavano spesso l'uovo fresco di una gallina che condivideva con un'unica compagna lo spazio di un piccolo pollaio. Da quando lo ricordo cappace di stringere in mano un oggetto, quel bimbo aveva sempre mostrato con la meraviglia negli occhi di partecipare al miracolo di quella forma. Con fatica ne pronunciava il nome riempiendosi la bocca di quel suono e gioiva come se il mistero dell'intero creato fosse lì, concretizzato fra le sue piccole mani. Mi emozionava ogni volta: i grandi misteri sono da sempre noti ai poeti ed ai bambini.

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