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Figli unici

Martedì, 23 Settembre 2014 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
Sono stato investito da una nidiata di cuccioli in festa! Stamattina bussa la vicina di pianerottolo Yuma, squinternata e affettuosa signora, che adotta incessantemente randagi e creature bisognose di ogni genere (forse me compreso). Insiste un po’ offesa perché io vada a trovare la cagna Francis e i suoi sette e variopinti cuccioli “fantasia”, nati da qualche giorno nel cortile di casa. Allora, per non offendere la sua sensibilità, sono andato ancora un po’ insonnolito, rendendomi conto però che fino a quel momento avevo evitato accuratamente quest’incontro. Ed eccoli lì, a strofinarsi, succhiare latte, mordicchiarsi e accoccolarsi fitti fitti. Da poco sono approdati alla vita e all’interno della loro soffice cesta si muovono gli uni sugli altri allegramente. Ora godono del reciproco calore, che li fa sentire parte di un rifugio custodito e condiviso. Uno lancia un piccolo guaito per segnalare al fratellino che il gioco si è fatto troppo duro. L’altro molla subito la presa e… impara.

Belli, proprio belli, ma di colpo qualcosa stride in me, mi sento irritato. Che succede?

In un lampo capisco. Solo, io sono solo e lo sono sempre stato. Mi sono sentito così nella mia infanzia di bimbo cresciuto fra adulti. Molto mi sono mancati i giochi tra fratelli.

Potrebbe sembrare una fortuna: niente competizione, né rivalità per guadagnare l’affetto dei genitori. Niente frustrazione per differenze di trattamento, né obbligo di andare d’accordo con qualcuno con cui magari non ci si sopporta. Alcuni studi affermano perfino che i figli unici possano essere più intelligenti, forse per via di cure più mirate ed accorte…

Eppure, mi è mancato spartire la merenda, sentirmi libero di lasciarmi andare a briglie sciolte a giochi sfrenati insieme ad un alleato, per poi litigare e fare pace. Ma anche condividere il peso delle aspettative dei miei.

Luciano, tu sarai il bastone della nostra vecchiaia!” “Luciano, sei il nostro unico figlio, per te vogliamo il meglio… da te vogliamo il massimo!” “Luciano, abbiamo solo te, sei la ragione della nostra vita!” Frasi ancora viventi nel mio mondo interno, che hanno sagomato la mia vita e le mie relazioni.

Un cucciolo mordicchia con determinazione il mio naso. Manco di tante cose: non ho colleghi di lavoro, non ho capo, non ho famiglia, né donna. Mi piace smisuratamente la mia libertà, amo i silenzi, assaporo il caffè della mattina prendendo contatto con il mio essere. Percorro la strada della Conoscenza, o almeno… ci provo, e so che in molti tratti è un cammino solitario. Lavoro per sentirmi figlio di una vastità che comprende l’Universo stesso.

Però oggi mi domando: quanto questa infanzia mi ha dominato? E quanto, fratello lettore, ha dominato te?

Luciano Cercatore
Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:25
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