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La Porta del Perdono

Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
Ho appena finito di scrivere sul Giubileo voluto da Papa Francesco e sull'apertura della Porta Santa per l’8 dicembre, giorno caro a tanti fratelli cattolici. Mi colpisce che il Papa abbia inaugurato l’anno della Misericordia in Africa pochi giorni prima, tra gli ultimi della Terra (come hanno titolato molti miei colleghi).
Da cristiano-giornalista-laico-cercatore rifletto: oltre che voler perdonare la violenza subita, è bello quando la cristianità del nuovo millennio chiede perdono per la violenza inflitta ad altri popoli e culture. È più facile sentirsi vittime che ammettere di essere stati anche carnefici.  
 
Per me il perdono non è un atto unico e univoco, ma è un cammino di reciproca compassione per tutte le volte in cui siamo stati vittime e carnefici gli uni per gli altri, dimenticando che ogni più piccolo gesto compiuto verso chiunque lo riceve il Cristo che è in entrambi.  
 
E poi mi chiedo cosa significhi simbolicamente per me cercatore dell'Uno oltrepassare la soglia oltre la quale è possibile ricevere la grazia del perdono.
Di quale soglia si tratta? Di quale perdono ho bisogno?
Mi sto dando le mie risposte, ma mi farebbe piacere anche conoscere le tue.
 
Un abbraccio nell'Unione
Ultima modifica il Mercoledì, 18 Maggio 2016 19:52
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