Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta Via: Diffidenza o ingenuità?

Sabato, 19 Gennaio 2019 10:37 Scritto da 
Nella Quarta Via si parla molto della mancanza di un terzo punto. Dove? In quasi tutto e tutti.
A partire dalla grande antitesi fra vita e morte, fino a tutte le coppie di contrari che possano venirci in mente. Anche quella di cui ci occuperemo in questo scritto: diffidenza e ingenuità.
Nelle manifestazioni della natura il terzo punto c’è, ma non si vede… diciamo che è un punto che si nasconde nel buio della madre terra. Anche nelle relazioni personali, e qui veniamo a noi, manca il terzo punto (o terza forza), nel senso che abbiamo ragione o torto, siamo altruisti, oppure egoisti, affidabili oppure menefreghisti.
Ma veniamo al pratico, in questo senso l’interesse è soprattutto per chi nella vita si è sentito descrivere da amici e parenti come una persona “molto diffidente” o al contrario “estremamente ingenua”. Perché ci sono anche degli individui “lavorati” che sanno quando è il caso di usare la prudenza e quando invece ci si può lasciare andare.
Avete mai sentito parlare dell’ombra? Mi riferisco a quella zona della nostra psiche del cui contenuto (e spesso, esistenza), non siamo consapevoli (anche qui troviamo una dicotomia: luce e ombra).
Nell’ombra, per semplicità, possiamo immaginare l’esistenza di tutti quegli aspetti che socialmente e per cultura non è consigliabile mostrare (pena minima la derisione, pena media il giudizio feroce e l’isolamento, pena massima la detenzione), insieme a tanti parti o funzioni di noi di cui potremmo usufruire ma che per vari motivi (il cui embrione di solito è nell’infanzia) decidiamo di falciare via dalla nostra consapevolezza. Il risultato è una personalità meschina (nel senso di ristretta e infelice) dai minimi margini di manovra e, pertanto, piena di illusioni su se stessa. Tutto questo per dirvi che se vi ritenete persone molto diffidenti, probabilmente (sicuramente) la vostra ingenuità è nell’ombra; al contrario, se vi ritenete persone molto ingenue, avete etichettato la diffidenza nello schedario del male, in buona compagnia insieme a egoismo, rabbia e film dell’horror, relegandola nei vostri regni ombrosi.

Per ogni indagine interiore è richiesta una buona motivazione, di quelle che ci fanno finalmente fermare a riflettere su noi stessi e quegli aspetti della nostra vita, diciamo, non proprio felici.
Quanto ci è costata la diffidenza incrollabile? La perdita di un compagno, di un’amica? La frustrazione dei nostri colleghi? Quanto e cosa, invece, ci hanno indebitamente sottratto a causa della nostra ingenuità da cappuccetto rosso? A volte anche il cuore?

Mi viene in mente, nel qui e ora, la relazione che una mia cara amica ha con sua madre. Mi metto allora nei suoi panni. Come posso aiutare mia madre ad essere meno diffidente (e quindi, meno ferocemente critica?). Se le faccio notare che, quando non si fida di me, si sta solo guardando allo specchio, lei mi comprende, perché siamo già risalite a quanto i suoi genitori siano stati controllori e diffidenti nei suoi confronti. Lei ha agito esattamente questa parte della loro personalità, considerando l’ingenuità come qualcosa da inetti, incapaci di stare al mondo. Ingenuità in ombra, diffidenza in luce. Uno dei suoi motti è: «A pensar male si fa peccato, ma ci si prende sempre!». Oggi la mia amica ha capito che la strada più amorevole è dimostrare a sua madre tutta la sua fiducia.
Cosa mi impedisce di rilassarmi un po’ e allentare con l’idea che tutti siano egoisti e mi vogliano fregare? Cosa mi impedisce di mostrare una sana diffidenza di fronte a situazioni che certamente la richiedono? In questo “cosa” risiede la possibilità di creare un terzo punto di vista.
Intanto mi piacerebbe invitarci a riflettere sul fatto che “diffidenza” non fa binomio con cattiveria, e che “ingenuità” non è sinonimo di bontà. La parola chiave, come sempre, è: equilibrio, il quale nasce dalla saggezza della conoscenza interiore. Quali esperienze della mia vita fanno sì che, oggi, la mia diffidenza o la mia ingenuità prendano il sopravvento e mi agiscano in modo meccanico? Quando si presentano l’uno o l’altro aspetto, come farebbe un ospite indesiderato che si appropria di casa nostra? Delle buone domande a se stessi sono sempre l’inizio di interessantissime scoperte.
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