Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta Via: il cerchio Yetziratico

Lunedì, 30 Giugno 2014 11:22 Scritto da 
Dal libro "Incontri con uomini straordinari" Gurdjieff in età adolescenziale, fu testimone di uno strano evento: si trovava di fronte a casa dello zio, a un certo punto la sua attenzione fu catturata da un grido spaventoso: si avvicinò e vide un bambino dento un cerchio tracciato per terra che piangeva e faceva strani movimenti, gli altri al di fuori lo prendevano in giro. Questo bambino faceva parte della setta degli Yazidi, intorno a lui era stato tracciato questo cerchio, finchè questo non veniva cancellato lui non poteva uscire. Al che Gurdjieff si avvicinò al cerchio, cancellò una parte dello stesso e il bambino scappò.

Il cerchio di cui parlava Gurdjieff non sono nient'altro che le "prigioni" dove noi essere umani ci troviamo il più delle volte nelle nostra vita: iniziando dalla cerchia familiare, in cui noi ereditiamo il carattere, l'educazione, i modi di pensare, addirittura condiziona le nostre scelte lavorative.
Oppure il cerchio dei nostri comportamenti meccanici, il cerchio lavorativo, la cerchia di amicizie: un anno fa decisi di non far parte di un gruppo di persone con cui uscivo insieme da un pò di tempo, non mi erano piaciuti certi atteggiamenti e quindi avevo deciso di uscirne fuori.
Alcuni di loro erano rimasti un pò sorpresi da questa mia scelta, mi dissero che ero stata esagerata a prendere una decisione così drastica.
Diciamo che per alcune persone mi era dispiaciuto lasciare il gruppo però dentro di me sentivo che avevo fatto la scelta più giusta: c'è stato un cambiamento, ho un giro diverso ora, e non ho trovato le stesse problematiche del gruppo precedente.

A volte abbiamo paura di uscire da certi cerchi, la paura delle conseguenze ci "paralizza", sembra che stando in quel cerchio si ha l'illusione di sentirsi più protetti.

Anche quando stiamo dentro al cerchio di una relazione problematica abbiamo paura di uscire fuori perchè probabilmente pensiamo che di meglio non c'è per noi, oppure perchè quella situazione la conosciamo molto bene e cambiare metterebbe in discussione tutto: meglio una relazione di cui siamo al corrente, seppur malsana, piuttosto che l'incognita di una relazione nuova.
Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:38
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