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Quarta Via: il sapore dell’Essere

Sabato, 18 Marzo 2017 09:48 Scritto da 
È mattina presto. Davvero molto presto. Faccio colazione in fretta e mi carico di tutto quello che occorre per la mia giornata fuori casa. Di corsa, ancora un po’ addormentato, vado dove ho parcheggiato la macchina, ma prima di arrivare inciampo e mi cadono le cartelle che avevo tra le mani. Il mio borsello si apre e rovescia varie cose per terra. I miei fogli fanno capriole in aria. Giusto in quel momento si avvicina, per darmi una mano, un mendicante che da qualche giorno vedo nella zona. Raccoglie con me le carte e poco dopo mi accorgo, dalle sue parole, che è una giornata meravigliosa, che stanno spuntando i germogli da tutti i rami e lui è felicissimo perché sta facendo qualche giorno di lavoro nella serra del quartiere. Si assicura che le mie cartelle siano a posto e mi saluta con garbo.

Tutti noi lasciamo nel mondo, nel nostro rapportarci con l’ambiente e con le persone, cose che non derivano dalle nostre decisioni, dalle parole o dai gesti. Tutti possiamo comprendere che nel rapportarci con gli altri scambiamo qualcosa che va al di là dei messaggi o delle maniere garbate che possiamo donare. Gurdjieff avrebbe chiamato questo “qualcosa” il proprio livello di Essere.
Uno degli obiettivi di ogni insegnamento cosciente è la crescita di tale livello e anche il sistema della Quarta Via lo prevede. Gurdjieff ha insegnato che un buon lavoro su di sé procede attraverso due strade parallele che ha definito come quella del Sapere e quella dell'Essere.
È facile riconoscere ciò che significa avere un livello di Sapere: la nostra educazione è fondamentalmente qualcosa che aumenta la nostra conoscenza. Più difficile invece è capire cosa significhi avere un determinato livello di Essere, ma possiamo osservare che la sua manifestazione traspare nelle relazioni, nell’incontro con l’altro.

In ogni ambito e con chiunque, abbiamo a che fare costantemente con il nostro livello di Essere. L'importanza dell'altro per noi, la comprensione della nostra reattività, la conoscenza delle ferite emozionali che ci hanno formati e il riconoscimento della nostra universalità di esseri umani, daranno un indice a questo livello di Essere. Lasciamo costantemente questa impronta di noi come se impregnassimo tutto di un sapore che man mano possiamo curare sempre di più. È attraverso la crescita del nostro livello di Essere che possiamo dare uno sguardo nuovo a chi ci è accanto perché impariamo innanzitutto a dare uno sguardo nuovo a noi stessi. Lasciando, proprio così, un sapore che dipende da chi in realtà noi siamo. Chi profondamente siamo.
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