Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Sesso di una notte di mezza estate

Martedì, 09 Settembre 2014 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
Di Sophie non se ne fa niente. La mia vacanza al mare è appena cominciata quando ricevo una telefonata di Tigo: “Ma lo sai che ho incontrato la ragazza del bar al supermercato in atteggiamento tenero con un bel tipo?” Al supermercato? Va bene, fine. Stupido io e il mio romanticismo da due soldi.

Volto pagina, nessun problema. Affiora un sentimento di tristezza, lo vedo all’istante, perché il mio sguardo è troppo abituato a guardare dentro. Lo ricaccio in fondo come deglutendo, poi mi guardo intorno. Il mondo delle donne è qui, vasto, invitante e misterioso, decido di concedermi alle occasioni che mi verranno incontro. Il pomeriggio in spiaggia avvisto una donna stupenda, la guardo come per dirle che sono qui proprio per lei, se ne accorge subito, anche lei mi guarda, sempre più insistentemente… adesso mi vuole, lo sento. Quando vado via al tramonto, mi avvicino alla sua sdraio e le dico: “Qui a mezzanotte”. Lei sorride: bene. Luciano, sei ancora un bravo cacciatore!

Ci rivediamo la notte, io arrivo per primo, già carico di desiderio, lei si fa attendere, però non troppo. Non dice una parola, io nemmeno, soltanto ci guardiamo e ci diciamo di sì. Non so se parliamo la stessa lingua, ma di sicuro ci stiamo comprendendo. Mi viene vicino, e presto le mie mani percorrono il suo corpo, la mia bocca si posa su di lei, lei lascia che questo accada e il suo respiro aumenta di ritmo. Sento che raggiunge un apice di piacere quasi subito e decido che la voglio portare ad una soglia più alta, ed io con lei. Non sempre questo può accadere tra due persone. Mi guarda, ha gli occhi di Infinito. Un viaggio straordinario ha inizio. Si apre, mi apro, respiriamo forte di un unico fiato, i suoi occhi, i miei, odore di mare, odore di vita, i nostri corpi si uniscono in un linguaggio arcaico e selvatico che ci porta fuori dal mondo e dal tempo. La sento che vibra sotto di me, la materialità del suo corpo è una possibilità, una porta per l’Universo. Lo penetro, lo sondo, lo esploro, mi fermo, accelero, il ritmo si fa serrato. Ancora mi guarda e io la guardo. Siamo da un’altra parte, laddove non esiste più nulla. Adesso la sua presenza è la mia presenza, e il nostro essere è espanso, il concetto di limite cade. Il suo piacere esplode e io la seguo. È la morte vera, quella che ogni cercatore cerca, dove non esiste più cercatore e cercato: abbiamo oltrepassato per un istate la soglia dell’Uno.

Lentamente ritorniamo qui e ora. Ancora lei mi guarda, io a occhi chiusi la vedo guardarmi. Ci diamo l’addio. Addio compagna di una notte, non conosco il tuo nome, sempre sarai mistero per me, e io per te, così come l’Uno è per noi inconoscibile.

Prendo la strada del ritorno, non ti rivedrò più, ma il tuo sguardo si è depositato in me.

Luciano Cercatore
Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:24
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