La mano di Dio

Cari Lettori, oggi parliamo di scultura. L’artista prescelto è Auguste Rodin, un uomo vissuto tra il 1840 e il 1917, che si è approcciato alla scultura, gradualmente, a partire dal disegno e che, con pochi mezzi e solo in età matura ha ottenuto i meritati riconoscimenti. La ventata innovativa di Rodin sta nel rappresentare la verità delle emozioni nell’espressività dei volti e nella plasticità e dinamicità dei corpi. La particolarità della sua firma si rileva in un’opera che è in parte lasciata grezza, in contrasto con una parte di straordinario talento, precisione ed eleganza.
Visitando il Museo Rodin a Parigi sono rimasta affascinata da alcune sue sculture che fuoriescono dal marmo in modo così naturale da sembrare partorite da una mano invisibile. In realtà, come anche sosteneva Michelangelo, dal quale Rodin trasse ispirazione e maestria, i corpi non sono scolpiti, ma semplicemente emergono dal marmo che già li contiene: “scelgo un blocco di marmo e tolgo tutto quello che non serve”. Ecco che la scultura di Rodin ci richiama a un lavoro sulla nostra essenza e su quanto sia utile quel minuzioso, lento e paziente lavoro di pulizia per riscoprire dentro di noi la forma perfetta, la nostra bellezza, la nostra unicità, con le nostre peculiari virtù e debolezze.