A mio avviso, se dal dibattito pubblico emerge che vi sono tuttora due posizioni divergenti su questo tema, siamo di fronte a un problema di comunicazione. Sicuramente vi sono state e vi sono tuttora pressioni da parte di alcune fazioni politiche e di lobby industriali, ma in quale senso?
L’IPCC (International Panel on Climate Change) è l’organismo governativo che riunisce periodicamente i maggiori esperti di climatologia a livello globale, in uno sforzo colossale di valutazione delle pubblicazioni scientifiche sul tema dei cambiamenti climatici. Lo scopo dei rapporti periodici IPCC è quello di fornire ai decisori politici risposte e argomentazioni il più possibile obiettive e attuali sullo stato e l’evoluzione del clima del nostro pianeta, sugli impatti osservati e previsti, e sulle cause che stanno alla base di questi cambiamenti, suggerendo le possibili soluzioni. Tutto ciò senza trascurare l’incertezza associata a ciascuno di questi elementi. Il messaggio chiave, ribadito nell’ultimo rapporto, il sesto, rende inequivocabile che: 1) la temperatura globale della Terra è cresciuta in maniera significativa negli ultimi 150 anni; 2) le cause primarie sono da attribuire all’uomo, in particolare all’emissione di gas serra; 3) è quanto mai urgente limitare drasticamente le emissioni di gas serra, e nello stesso tempo adattarsi a un nuovo clima. Vedremo più nel dettaglio quest’ultimo punto in una prossima rubrica.
DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?
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- Scritto da GABRIELE ANTOLINI
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