diventare come bambini
I "sapienti e i dotti" a cui si riferisce Gesù non sono coloro che possiedono una vera saggezza, ma coloro che si sono irrigiditi nelle loro convinzioni, che hanno perso la capacità di meravigliarsi e di mettersi in discussione. La loro conoscenza, anziché essere uno strumento di crescita e di comprensione, è diventata una gabbia che gli impedisce di vedere oltre i loro preconcetti.
Al contrario, i "piccoli" sono coloro che mantengono un atteggiamento di umiltà e di apertura. Non si tratta di essere ingenui o creduloni, ma di mantenere viva quella capacità di meravigliarsi, di mettere in discussione le proprie convinzioni, di accogliere nuove prospettive.
In questo senso, l'invito di Gesù può essere visto come un invito a una forma superiore di conoscenza, una conoscenza che non è mera accumulazione di informazioni, ma una profonda comprensione che nasce da un'esperienza diretta della realtà.
Questo concetto risuona profondamente con l'idea di Gnosi, che non è una conoscenza intellettuale, ma una conoscenza esperienziale, una comprensione diretta della realtà divina. La Gnosi non si oppone alla semplicità, ma richiede proprio quella purezza di cuore e quella apertura mentale che Gesù associa ai "piccoli".
L'invito di Gesù a "diventare come bambini" è un invito a riscoprire una dimensione più profonda e autentica del nostro essere, a liberarsi dalle sovrastrutture mentali che ci impediscono di vedere la realtà per quello che è, a ritrovare la capacità di accogliere la verità con un cuore aperto.
È un invito a trasformare il nostro modo di conoscere, a una profonda apertura della mente e del cuore che ci riporti a quella purezza e a quella meraviglia che caratterizzano lo sguardo di un bambino sul mondo.

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