la mente relazionale
Cari Lettori, eccoci al primo numero di questa nuova rubrica dedicata alla straordinaria importanza del “noi”. Probabilmente, i nostri lettori più assidui sono già abituati alla parola “gnosi”, come conoscenza diretta, visione di una verità... Si tratta di un momento di contatto, durante uno speciale stato psichico, con un fenomeno oggettivo al quale partecipiamo con presenza, e che ha il sapore di una rivelazione. Ad esempio, una rivelazione su noi stessi.
La “gnosi” può essere un’esperienza interiore, ma anche in relazione con il prossimo e con la natura o con l’universo. Il titolo di questa rubrica è perciò denso di significato, dalla dimensione più corporea, a quella psicologica e spirituale. Solo il tempo, se unito all’esperienza personale, può aiutarci a coglierne le ricche sfumature di senso. 
“Noi”, questa piccola ma potente parola, può evocare in ognuno delle immagini differenti, emozioni particolari, stati corporei diversi, ma non ci lascia indifferenti. A meno che l’esclusione totale del noi dalla nostra vita non sia il risultato di un comportamento estremamente difensivo che, in tal caso, scivola nella patologia. 
Il noi attiva necessariamente un movimento circolare che pone in comunicazione il dentro e il fuori, con gli impliciti emotivi che ciò può significare. Impliciti che sono molteplici, sottili, profondi, antichi e spesso nascosti alla coscienza dell’io. Ma che sempre scuotono il nostro centro emotivo, più o meno consapevolmente.