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Tuttavia, facciamo fatica a dare credito alla visione della MacLaine. Affermare che il Gesù storico credesse fermamente nella reincarnazione ci sembra un'ipotesi azzardata, che trova poco riscontro non solo nei quattro Vangeli canonici, ma anche nelle lettere non apocrife presenti nel Nuovo Testamento. D’altra parte, se non comprendiamo la peculiare visione dell'anima presente nel contesto giudaico (dal quale sorge la figura del Gesù storico e che era alla base dei suoi insegnamenti), rischiamo di interpretare alcuni versetti evangelici con una mentalità moderna, fortemente influenzata dalle idee orientali sulla reincarnazione. Cercheremo quindi di illustrarti quale fosse questo contesto, in modo che tu possa arrivare a delle tue conclusioni personali.
Chi sostiene l'idea che il Gesù storico insegnasse la reincarnazione lo fa spesso citando Matteo 16:14. In questo passaggio, Gesù chiede agli apostoli chi la gente dica che egli sia. Essi rispondono: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o uno dei profeti”. Anche il re Erode, colpevole dell'omicidio di Giovanni, pensava che Gesù fosse Giovanni Battista risorto. Tuttavia, questo versetto mostra una concezione della “reincarnazione” molto diversa da quella attuale. Giovanni Battista era contemporaneo a Gesù, poiché fu lui a battezzarlo all'inizio del suo ministero di predicazione. Come poteva dunque Gesù essere la reincarnazione di Giovanni Battista se Cristo era già adulto quando venne ucciso?
Questa domanda ci introduce alla visione dell'epoca sulla “trasmigrazione” dell'anima. Un passaggio significativo dell'Antico Testamento che può aiutarci a comprendere ancora meglio questa concezione è la narrazione della dipartita di Elia nel Secondo Libro dei Re (2 Re 2:15). Eliseo, discepolo di Elia, riunisce i profeti dopo l’ascesa al cielo del suo maestro, e costoro affermano che lo spirito di Elia si era posato su Eliseo. Questa trasmigrazione spirituale non è equiparabile all’idea moderna di reincarnazione. Nella concezione giudaica antica, anima e corpo erano strettamente connessi, al punto che l’anima era spesso identificata con il sangue (motivo per cui alcuni cristiani oggi, seguendo questa tradizione, rifiutano le trasfusioni di sangue).