amore incondizionato
L’apostolo Paolo lo esprime con forza nel famoso inno alla carità: la fede e la speranza sono fondamentali, ma l’amore li supera, perché “l’amore non finisce mai” (1 Cor. 13). Siamo tutti, in un certo qual modo, peregrini in questo amore essenziale. Aspirarvi non significa possederlo pienamente ma sì, orientarsi nella direzione giusta. 
Da una prospettiva esistenziale, questo ha conseguenze concrete. Amare incondizionatamente non significa tollerare tutto, né rinunciare a porre limiti; significa non ritirare il proprio amore quando l’altro sbaglia, non ridurre una relazione al piano dell’utilità, non trasformare il vincolo in una transazione. Si manifesta nel perdono difficile, nella cura paziente, nella fedeltà silenziosa, nella capacità di continuare ad amare anche quando non si riceve ciò che si sperava. 
La domanda del lettore è profondamente onesta. Può l’essere umano amare in questo modo? La risposta non è un ingenuo sì, oppure un no rassegnato. L’amore incondizionato non è uno stato che si raggiunge una volta per tutte, ma un processo, un orientamento fondamentale della vita. Nessuno ama in modo pienamente incondizionato, però tutti possiamo amare ogni volta in modo meno condizionato. 
L’amore incondizionato non si conquista, si riceve come dono e si apprende. Si alimenta attraverso l’esperienza di essere amati senza condizioni. Solo chi si percepisce accolto può iniziare ad amare in questo modo. Forse è per questo che il compito non si esaurisce con una vita. Come suggerisce la tradizione cristiana, addentrarsi nell’eternità richiede più di tutta un’esistenza. 

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