In poche parole, questa è la situazione del nostro mondo esterno e del suo clima. Ma il nostro mondo interiore? Il suo clima?
Si dice che siamo meteoropatici - a volte usiamo questa affermazione come scusante per giustificare certe nostre reazioni – per dire che il nostro umore è influenzato dal tempo che fa: una giornata uggiosa ci rende malinconici, il vento nervosi, la nebbia preoccupati e il sole ottimisti. Così come, a lungo termine, possiamo subire influenze sulla nostra salute, i gusti, le inclinazioni, i comportamenti in base alle abitudini legate alle condizioni climatiche del luogo in cui viviamo. 
Se è vero che come in alto così è in basso, come fuori così è dentro, se tutto è connesso e relativo, allora potremmo pensare di essere ospiti e anche ospitanti di un analogo sistema: essere a nostra volta un pianeta costituito da analoghi elementi. La terra del corpo, l’acqua delle emozioni, l’aria dei pensieri e il fuoco dei sensi. 
Un mondo baciato dal suo Sole spirituale e condizionato dalla sua Luna umorale. Con i suoi eventi meteorologici, che ci fanno sentire quando siamo tristi o allegri, e infine con il suo clima che - in seguito alla nostra storia - può essere, tra le numerose tipologie climatiche, per esempio temperato, tropicale oppure polare: pensiamo a un carattere mite, a un altro iracondo o a quello indifferente e a tratti cinico. Ma anche a zone della nostra psiche dove sono congelati i dolori-mammuth, o altre in cui ruggiscono le passioni e altre ancora dove si alternano i ricordi come le stagioni.

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