Ovviamente non si tratta solo di un percorso musicale, visto che il suo andamento è applicabile a ogni ambito dell’esistenza, e mostra perché tutte le manifestazioni della nostra vita siano soggette a fasi prestabilite, sempre le stesse in qualunque contesto e per qualunque individuo. Infatti, tutti noi iniziamo con entusiasmo un nuovo lavoro, ma ci accorgiamo via via che ci sono sempre degli aspetti distonici, per cui il nostro interesse tende a rallentare e cambiare, fino a scemare. Lo stesso dicasi nell’evoluzione di una relazione sentimentale, di un’amicizia, la passione per la pratica di uno sport e così via; ma anche le grandi vicende che riguardano l’umanità, le storie che coinvolgono intere nazioni sono soggette a seguire immancabilmente lo stesso tragitto: nascere, crescere, subire dei rallentamenti, arrivare all’apice e poi tramontare. A meno che… A meno che, suggerisce monsieur Gurdjieff, nel momento in cui la spinta propulsiva tende ad affievolirsi, non si inserisca – volontariamente – l’intervento di una spinta vibrazionale (interna o esterna) che ridia loro slancio. E nel caso di particolari stati emotivi, anche la musica – oggettiva – può costituire tale “spinta”, una sorta di shock addizionale che serve all’uomo per rimettersi “in carreggiata”, ovvero rientrare nel tragitto dell’ottava. Qualsiasi azione o progetto pensiamo di intraprendere liberamente durante la nostra esistenza – a livello di studio, rapporti interpersonali, progetti di vita, aspirazioni, percorso spirituale – è soggetto a seguire una parabola, una scala ascendente e/o discendente, che per tonalità richiama esattamente quella della scala musicale. Non stupisce quindi che la riproduzione delle note sul pentagramma da parte di uno o più strumenti, agisca su di noi in maniera tanto potente.
LA MUSICA, STRUMENTO DI TRASFORMAZIONE INTERIORE
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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