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Questa è una parte del nostro narratore che emerge dalla profondità della propria infanzia. Il suo bambino interiore in quei momenti rivive tutte le paure dell’abbandono e della non considerazione. E ha paura, tanta paura.
Ma fortunatamente in lui vivono anche aspetti o “qualità” essenziali positive. Gli Io dell'Essenza in luce sono le parti del bambino che hanno ricevuto l’accettazione familiare e sociale, che sono state aiutate e supportate a esprimersi dall’ambiente circostante e dalle figure affettive primarie. Parti che si portano verso la luce (della coscienza), funzioni che si agiscono, che si realizzano come espressione del Sé nell’Io, con scelte e valori coerenti e adeguati. Parti dell’Essenza che hanno potuto esprimersi liberamente, che sono state incoraggiate o lodate, aspetti non ostacolati dal giudizio o dall’educazione, o da modelli introiettati.
Il nostro narratore ci racconta delle sue parti essenziali in luce.
Un tempo il nostro Luigi si chiamava Ilie. Ilie amava molto la natura, adorava starsene solo in un prato a sentire l'odore del vento. Era molto curioso e vedeva nelle cose un significato ulteriore, più profondo. Contemplava ogni sfumatura e godeva della magica sensazione di appartenenza al Tutto. Si sentiva così vivo e così pieno di bellezza che era certo di riuscire a risolvere ogni problema e, soprattutto, era sicuro di essere capace di poter donare la propria luce per rendere felice ogni altro essere umano a lui vicino. Quando faceva qualcosa, la faceva con tutto sé stesso. Era dotato di una grande concentrazione e nessun altro pensiero lo distoglieva da ciò che stava facendo. Lui diventava quella cosa in un atteggiamento di intensa unione. La casa sull'albero, le costruzioni, la tana delle formiche, le conchiglie sulla spiaggia. Lui viveva il momento presente, e questo era tutto ciò di cui aveva bisogno, nient'altro.
A questo punto la domanda a Luigi sorge quasi spontanea: ma che fine ha fatto Ilie?