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Elementi di Convergenza con lo Gnosticismo
Pur essendo il "Mistero del Fiore d'Oro" profondamente radicato nelle tradizioni taoiste e buddhiste, è notevole come in esso riecheggino idee che sembrano eco di concetti cristiani:
La Luce, simbolo della consapevolezza spirituale, è un tema centrale sia nel Fiore d'Oro che nel Vangelo di Giovanni: “In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini” (Giovanni 1:4).
L'occhio come luce del corpo, associato alla percezione spirituale, è citato anche nei Vangeli: “L'occhio è la lampada del corpo; se il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato” (Matteo 6:22).
La rinascita spirituale dall'acqua e dal fuoco di cui si parla nel testo cinese, riecheggia il battesimo con acqua e Spirito Santo: “Gesù rispose: In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3:5). "Io vi battezzo con acqua, per il ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, dei cui sandali non sono degno di portare; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco" (Matteo 3:11).
Nel trattato taoista si parla inoltre del fanciullo interiore, il puer aeternus, paragonabile alla figura del Cristo che è allo stesso tempo il nascituro interiore e lo sposo dell'anima.
Sembra quasi un paradosso trovare queste tracce cristiane in un antico testo di alchimia cinese, ma quello che rende questa scoperta ancor più sorprendente è il fatto che, al momento della stesura del trattato, esisteva in Cina una significativa comunità di cristiani nestoriani che godeva di grande prestigio presso l’imperatore[3]. Questa comunità era stata fondata dal vescovo Alopen, il primo missionario cristiano a raggiungere la Cina durante la dinastia Tang, un periodo di grande sviluppo culturale, economico e artistico, spesso considerato uno degli apici della civiltà cinese. Nel 638 Alopen completò il primo libro cristiano in cinese: il Sutra di Gesù il Messia.
Un altro elemento significativo che testimonia l'influenza cristiana in Cina è la stele di Si Ngan-fou, situata vicino al tempio di Confucio a Xian. Questo monumento, un blocco monolitico alto circa tre metri ed eretto nell'anno 781 in uno dei monasteri nestoriani della regione, è inciso con 1750 caratteri cinesi e 70 parole siriache. La facciata della stele, coronata da una croce, presenta un'intestazione di nove ideogrammi che riassumono il suo contenuto: Memoriale della propagazione in Cina della Religione della Luce venuta da Daqin[4]. È affascinante notare come in Cina il Cristianesimo venisse denominato "Religione della Luce”.
Il testo della stele inizia così:
“Si dice che vi sia un Essere eterno nella sua verità e quiete, senza origine e al di qua di ogni inizio; insondabile nella sua spiritualità e immutabilità, Essere trascendente al di là di ogni fine; il quale, disponendo del misterioso cardine del mondo, crea e trasforma ogni cosa; Supremo Venerabile, ispira ogni santità - ma questo non è forse proprio Dio, l'Essere trascendente della nostra Trinità, vero Signore senza origine?”.
È sorprendente notare come questo testo cristiano riecheggi le prime pagine del Tao Te Ching: sembrano fondersi in queste parole la visione gnostica di Dio e quella cinese del Tao. Alla luce di questi aspetti Il Mistero del Fiore d’Oro si rivela non solo come un manuale di alchimia e meditazione, ma anche un ponte tra Oriente e Occidente che evidenzia l'universalità della ricerca dell'illuminazione e dell'unione con il divino.
[3] Fondata sulla dottrina di Nestorio, questa chiesa si distingueva per alcune specifiche interpretazioni teologiche che la portarono a separarsi dalla Chiesa Romana. La Chiesa Nestoriana si espanse significativamente in Asia, instaurando presenze durature in luoghi come la Persia, l'India, e la Cina, dove divenne nota come la "Chiesa dell'Est".
[4] Daqin è un termine antico usato dai cinesi per riferirsi all'Impero Romano o, più in generale, alle regioni occidentali del mondo conosciuto.