Raffinare la sensibilità ai diversi significati delle parole si rivela utile per il lavoro interiore. Ci aiuta a divenire sempre più competenti nel comprendere le sfumature dei nostri stati d’animo, dandogli il loro vero nome.
Guidati dal testo di Eugenio Borgna, insigne psichiatra che se n’è andato da poco lasciandoci un testo prezioso intitolato Gioia, daremo un breve sguardo a gioia, felicità e letizia. Termini vicini, talvolta sovrapponibili, altre non proprio. Proviamo insieme a capire meglio.
Gioia
Eri seduto là, la testa canuta, il volto scavato dagli anni e dal lavoro incessante della tua lunghissima esistenza. Parlavi e si aprivano mondi inediti, modi sconosciuti di fare psichiatria. La tua era una psichiatria umana e gentile. Ascoltavo come tutti, rapita dalle tue parole. Com’eri diverso da tutti i docenti incontrati negli anni di formazione! Dalle fredde tecniche di prassi terapeutica ti allontanavi cospargendo le nostre menti e i nostri cuori di ascoltatori di semi di dolcezza e di gioia, come si sarebbe chiamata la tua ultima fatica.
Gioia[1] grandioso testamento spirituale del tuo sapere. La gioia per te: “è tra le emozioni la più preziosa. Ci aiuta a scoprire e sconfiggere i lati oscuri della nostra anima”. La gioia, emozione fragile e delicata, una delle più spirituali.
[1] Borgna E., Gioia, Einaudi 2025.