La potremmo definire divina, di potenziale creativo, raffinata e potente. Una fiamma che tende all’Unità e i cui misteri sono custoditi nella sapienza millenaria delle tradizioni esoteriche. Il suo utilizzo consapevole apre alla trasformazione e all’integrazione profonda dell’essere.
Quando è dispersa, l’energia sessuale può trattenerci nel sonno e nella meccanicità, però se ben canalizzata, diventa essenziale nei processi di cambiamento dello stato di coscienza. Ma lasciamoci ispirare da una poesia di Mariangela Gualtieri, tratta dalla raccolta Bestia di gioia:
Quando vuole pregare
lei va alla piscina comunale
mette la cuffia e gli occhialini
entra nell’acqua ma non è capace
di domandare, o forse non ci crede.
Allora fa una bracciata e dice
eccomi, poi ne fa un’altra
e ancora eccomi. Eccomi dice
ad ogni bracciata. Eccomi a te
che sei acqua e cloro
e questi corpi a mollo come spadaccini.
E nello spogliatoio, dopo, alla fine
prova sempre una gioia –
quasi l’avessero esaudita
di qualche cosa che non ha chiesto
che non sapeva. Che mai saprà
cos’era.[1]
Proviamo ora a usare l’immaginazione e cerchiamo di identificarci con l’esperienza di questa donna che quasi ogni mattina si reca a bordo vasca, si infila una cuffietta viola e gli occhialini grigi, entra in acqua con un leggero brivido e si immerge completamente, anche con la testa, come per entrare in un mondo a parte.
[1] Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia, ed. Einaudi 2010.