L’attaccamento al proprio patrimonio di opinioni, bisogni, gusti e paure, ostacola la possibilità di attingere a nuove risorse spirituali. Quali sono gli obiettivi su cui investiamo sforzi e sacrifici?
Proviamo a ricordare una situazione in cui ci siamo sentiti delusi e frustrati per un’aspettativa disattesa: un evento realmente vissuto che abbia generato in noi la dolorosa sensazione di valere poco, di non meritare, di non essere considerati. Per esempio potrebbe trattarsi di uno sgarbo subito, di una critica, del rifiuto di una nostra proposta, di un invito mancato, di un grazie non ricevuto, con il doloroso effetto di esserci sentiti dimenticati e ignorati.
Se ci concentriamo, forse dalla memoria affiora un caso di questo tipo e magari riusciamo a tornare lì, nella stessa emozione che avevamo provato. Ne riviviamo i pensieri e i giudizi che l’avevano accompagnata. Ricordiamo anche le nostre parole e il comportamento che erano seguiti.
Probabilmente non eravamo stati bene e magari con la nostra reazione avevamo creato disagio anche negli altri.
Forse adesso stiamo rivivendo quell’amarezza così tanto avvinghiata alle nostre preziose ragioni. È un’emozione negativa partorita da madre Identificazione che congiunge, in un amplesso fecondo, la nostra identità con la parte offesa e bisognosa di soddisfazione.