comprendere i Vangeli
Veniamo ora al secondo versetto che lei segnala, nel Nuovo Testamento: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita (psyché), non può essere mio discepolo” (Luca 14:26). Apparentemente, queste parole sembrano un invito alla rottura affettiva e morale. Ma in realtà il termine greco tradotto con "odiare" è miseì, che a sua volta rende un’espressione aramaica o ebraica in cui "odiare" significava “amare meno”, non provare disprezzo. Quindi Gesù sta dicendo: chi non è disposto a dare la priorità al cammino spirituale rispetto ai legami familiari, chi non è disposto a mettere al centro l’amore per il divino prima di ogni altra cosa, non può veramente seguirlo. È una frase provocatoria rivolta a chi vuole intraprendere un cammino radicale di trasformazione.
Aggiungo un terzo esempio emblematico, tratto dal Vangelo di Luca (17:20-21): “Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui! o: Eccolo là! Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi”. Il termine greco qui usato è entos hymòn, che può essere tradotto sia con "dentro di voi" sia con "in mezzo a voi". Alcune Bibbie moderne hanno scelto la seconda versione, forse per allinearsi a una visione ecclesiale e comunitaria del Regno. Tuttavia, il contesto è chiarissimo: Gesù sta parlando ai farisei e non direbbe mai che il Regno è "in mezzo a loro" nel senso che abita già tra loro o si sia manifestato nella loro comunità. L’interpretazione più profonda e coerente è dunque "dentro di voi"E qui il messaggio si fa gnostico in senso pieno: il Regno di Dio è già presente nell'interiorità dell'essere umano, come seme, come scintilla divina. Non bisogna cercarlo fuori, ma risvegliarlo dentro di sé.Questo è il cuore della via gnostica, che ci chiama a una conoscenza interiore, esperienziale e non dogmatica.
È importante quindi non accontentarsi di una lettura superficiale dei Vangeli. Il linguaggio di Gesù era simbolico, iniziatico, spesso paradossale. Parlava ai cuori e alle coscienze di chi era pronto a cercare più a fondo. Tradurre non è solo un fatto linguistico: è un atto spirituale. Ogni parola sacra richiede ascolto, meditazione, confronto. La Gnosi ci invita a fare proprio questo: andare oltre la lettera, per cogliere lo Spirito.

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