i due ladroni
Ed è proprio a questo punto che il ruolo del Cristo al centro cambia completamente significato.
Nella lettura più comune, siamo abituati a vedere in lui un giudice: qualcuno che premia uno e condanna l’altro. Ma nella prospettiva simbolica e gnostica, il Cristo non è posto tra il bene e il male, ma tra due stati di coscienza. 
Da una parte c’è una coscienza chiusa, che accusa, pretende e non riesce a vedere oltre se stessa. Dall’altra c’è una coscienza che si apre, che riconosce, che accetta di lasciar cadere le proprie difese. Il Cristo, in questo senso, è uno specchio. Non decide al posto nostro, ma rende evidente ciò che siamo in quel momento. E questo sposta completamente la responsabilità: non è qualcosa di esterno a salvarci, ma la nostra capacità di vedere, riconoscere e lasciar andare.
Ogni volta che attraversiamo una crisi, un conflitto, una delusione, queste due voci si manifestano dentro di noi. Una parte resiste, accusa, cerca di difendersi. L’altra, più silenziosa, invita a fermarsi, a guardare, a comprendere.
La crocifissione, allora, non è solo un evento storico, ma un passaggio iniziatico. È il momento in cui qualcosa in noi deve morire: non il corpo, ma il falso sé, l’identità costruita. Solo così può emergere qualcosa di più autentico.
È un processo che non avviene una volta sola, ma si ripete più volte nella vita. Ogni crisi, se vissuta con consapevolezza, diventa un piccolo Golgota. Un punto in cui ciò che non è essenziale può cadere, e ciò che è più vero può affiorare.
E qui arriviamo all’ultimo passaggio del versetto: In verità ti dico: oggi con me sarai nel paradiso. 
Quando nel Vangelo si parla di paradiso, siamo portati a immaginarlo come un luogo lontano, un premio dopo la morte. Ma in questa chiave simbolica, il paradiso è qualcosa di molto più vicino, uno stato interiore. È il momento in cui le divisioni si ricompongono, in cui non siamo più tirati da una parte e dall’altra, ma ritroviamo un’unità. Non perché tutto diventa perfetto, ma perché smettiamo di essere divisi dentro.
I due ladroni rappresentano proprio questa divisione. E il loro superamento non avviene eliminandone uno, ma attraversando la tensione tra i due fino a trovare un punto più profondo.
La Gnosi ci invita esattamente a questo: riconoscere dentro di noi queste due possibilità e, ogni volta, scegliere. Non in modo teorico, ma nella concretezza della vita quotidiana.
Perché il Golgota non è solo un luogo del passato. È uno spazio interiore che tutti, prima o poi, siamo chiamati ad attraversare.

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