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La scelta di dedicare una rubrica al lavoro di gruppo - e nel gruppo - in una scuola spirituale, nasce dalla nostra convinzione che tale dimensione sia una questione centrale e irrinunciabile nel cammino di auto-conoscenza e trasformazione interiore.
La via della maturità spirituale punta verso l’apertura del cuore e della mente, un processo che richiede di non accontentarsi dei propri punti di vista e delle preferenze personali.
Per quanto intelligenti, curiosi e sensibili possiamo essere, è molto difficile staccarci da noi stessi per osservare e valutare le nostre dinamiche interne, se non attraverso lo specchio degli altri. Allo stesso modo, la nostra storia e i nostri vissuti relazionali, da soli, ci permettono di estrarre dallo studio dei libri di psicologia e spiritualità soltanto una comprensione soggettiva. Per una visione che potremmo definire più “oggettiva”, dobbiamo apprendere a guardare uno stesso fenomeno o paradigma attraverso molti punti di vista, diversi dai nostri.
Lo scambio e il confronto su un contenuto teorico, ad esempio, diventano un fertilizzante per la nostra mente, che si apre a nuove possibilità e mantiene l’elasticità di apprendere, uscendo dal già conosciuto. Si può partire dal vecchio per inquadrare il nuovo, per orientarci nella mappa mentale e figurarci il contesto, ma sentendoci su un trampolino di lancio. Spesso, ciò che riteniamo “certo e vero” diventa un grosso ostacolo alla crescita emotiva e intellettuale. Emotiva, perché questo attaccamento alle nostre idee su di noi, sugli altri e sul mondo nasce dal bisogno di costruirci un’identità che possiamo avvertire coerente e duratura. Una base sicura, anche se poco veritiera, risulta stabilizzante e protettiva rispetto alle molte incoerenze che ci abitano, spesso inconsce e frutto della nostra frammentazione interna.