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Queste giustificazioni nel paradigma di Quarta Via vengono chiamate “ammortizzatori”, una serie di scuse che inventiamo per noi stessi e per gli altri quando non possiamo vedere la verità che giace nell’ombra della nostra anima. Nel lavoro di gruppo, di fronte alle dinamiche che accadono o alle esperienze che raccontiamo, pian piano si comprende che non è importante “chi ha torto o chi ha ragione”. È il bambino che permane in noi, con i suoi bisogni e i suoi tentativi di vedersi risarcito, che chiede che un fatto o un comportamento siano giudicati giusti o sbagliati: bene o male, divisi nettamente, come nelle fiabe che abbiamo ascoltato da piccoli. Nel lavoro di gruppo saremo sempre invitati a tornare a noi stessi, dandoci il tempo necessario e con molta pazienza. Nel viaggio verso la verità abbiamo come alleata una preziosa bussola interiore. Le nostre emozioni. Esse ci guideranno verso il profondo. “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (Giovanni 8:32). Nel lavoro di gruppo si apprende a ritirare quel dito che sempre accusa fuori di noi, per farlo diventare la punta acuta della nostra vista interiore.