la somma delle parti

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Continuiamo a parlare del gruppo di lavoro psico-spirituale, rispetto a certe esperienze che diventano possibili solo quando si sta insieme. Ci sono fenomeni che accadono solo quando singoli individui formano un insieme di anime, e che non sono riducibili alla somma delle singole persone, ma emergono solo nella relazione che si crea tra di esse. 
Quando un gruppo si forma per la prima volta, si avverte un senso di disgregazione: un certo numero di “io” che fisicamente, oppure - sempre più spesso - virtualmente, si ritrova insieme. Ciò che si percepisce maggiormente è la sua dimensione materiale, fisica, che demarca limite e separazione: corpi che entrano in uno spazio condiviso, contenendo e proteggendo in sé la propria storia, il proprio stato emotivo e le proprie aspettative. Ognuno con un bisogno, spesso ancora sconosciuto, che ha iniziato ad affacciarsi o che preme per essere soddisfatto.
Con il passare del tempo e degli incontri insieme, il senso di disgregazione inizia ad attenuarsi, accade qualcosa che è possibile solo sul piano psichico, in quanto immateriale: si inizia a creare un “campo” condiviso. Un passaggio sottile grazie al quale le persone iniziano a percepirsi non più come entità separate, ma come parte di qualcosa di nuovo, il frutto di una creazione unica: ogni gruppo di Lavoro rappresenta un fenomeno in sé irripetibile, un “unico” psichico, un campo e un “noi” caratterizzato da un’impronta peculiare.
Chi si occupa di formazione nei gruppi questo lo sperimenta, il passaggio da un gruppo all’altro rappresenta l’ingresso nell’atmosfera di “quel” gruppo, che ha il potere di influenzare anche lo stato interno di chi lo conduce. Un silenzio prolungato può animarsi di intimità e profondità, oppure di tensione e imbarazzo; una parola crea una risonanza che vibra nel campo, indirizzando i pensieri verso una direzione comune; uno sguardo penetra nel cuore e trasforma, vibrando nel cuore di altri; un’emozione inizia a circolare, rendendo il campo un processo vivo, creando aperture o difese.
La dimensione del gruppo permette così l’emergere di fenomeni che non sono possibili stando da soli oppure in una relazione diadica. La risonanza multipla permette visioni di sé e comprensioni che sarebbero altrimenti inaccessibili. Quando una persona condivide qualcosa nel gruppo, che sia un’esperienza, un’emozione, un pensiero, pone “fuori di sé” un contenuto che viene recepito da molti elementi. Essi diventano specchi, casse di risonanza, ognuno ricevendo in sé il contenuto in modo diverso e rimandando echi con diverse sfumature e interpretazioni. A volte, vi sono giudizi, che non vengono espressi ma vibrati; negativi all’inizio, diventano col tempo delle possibilità per riconoscere le proprie proiezioni.

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