una farfalla
Il suo pendolo funziona allo stesso modo. I momenti di chiarezza non sono "la verità" e i momenti di dubbio non sono "l'errore". Sono due fasi di uno stesso respiro. Inspirazione, espirazione. Sistole, diastole. Non può avere l'una senza l'altra, e se tentasse di trattenere solo l'inspirazione, morirebbe.
Quello che le sta accadendo ha un nome preciso nel linguaggio della Quarta Via: si chiama "frizione". È l'attrito tra ciò che eravamo e ciò che stiamo diventando. Tra la personalità — quella costruzione difensiva che abbiamo eretto per sopravvivere — e l'essenza che preme per emergere. Quella frizione brucia. Deve bruciare. È il fuoco che cuoce le scorie.
Ma c'è qualcosa di più sottile che vorremmo mostrarle.
Lei scrive: "Mi chiedo se non mi stia raccontando favole." Bene. Benissimo. Quella domanda è preziosissima, a patto che non la rivolga solo alla Gnosi, ma anche al dubbio stesso. Perché anche il dubbio può diventare una favola. Anche lo scetticismo può essere un rifugio, una posizione comoda da cui osservare senza rischiare.
Conoscevamo un uomo (chiamiamolo Marco) che frequentava un gruppo di studio da anni. Ogni volta che qualcuno condivideva un'esperienza interiore, lui sorrideva con sufficienza. "Sì, ma come fai a sapere che non è solo suggestione?" diceva. Si considerava il più lucido del gruppo, quello che non si faceva ingannare. In realtà, il suo dubbio sistematico era la corazza più spessa di tutte. Lo proteggeva dal rischio di credere, quindi dal rischio di essere deluso. Ma lo proteggeva anche dal rischio di trasformarsi.
Il dubbio autentico è un'altra cosa. Non è una posizione, è un movimento. Non dice "niente è vero", dice "non so ancora". È umile, non cinico. Apre, invece di chiudere.
Quindi le proponiamo un esperimento.
La prossima volta che si trova in quella fase di buio, invece di combatterla o analizzarla, provi a starci dentro con curiosità. Come un esploratore che entra in una grotta sconosciuta. Senza fretta di uscirne. Osservi quel dubbio: ha una forma? Un sapore? Dove lo sente nel corpo? Non cerchi di capirlo… lo abiti.
Potrebbe scoprire che quel buio non è vuoto come sembra. Che contiene informazioni preziose su di lei: sulle sue paure, sulle sue aspettative, sulle immagini che ha costruito del "cammino spirituale" e che forse erano troppo belle per essere vere. Il dubbio può essere il bisturi che incide le illusioni. Anche quelle spirituali. Soprattutto quelle spirituali.
E poi, un giorno (non sappiamo quando, nessuno può saperlo) si accorgerà che il pendolo ha smesso di oscillare così violentemente. Non perché ha trovato le risposte, ma perché ha smesso di cercarle nel posto sbagliato. Non perché il dubbio è scomparso, ma perché le fa meno paura.
La farfalla non ricorda la zuppa che è stata. Ma senza quella dissoluzione, non avrebbe mai avuto le ali.
Ci chiede se questo fa parte del cammino.
No. Questo è il cammino.