due mani
Conoscevamo una donna, Elena, che aveva attraversato la guerra nei Balcani. Aveva visto morire persone che amava. Anni dopo le chiedemmo come avesse fatto a non impazzire. Rispose: «Non ho cercato di non sentire l'orrore. Ho cercato qualcosa in me che fosse più grande dell'orrore».
Non più forte. Più grande. La forza resiste e si esaurisce. La grandezza contiene.
E Battiato, che lei cita, forse diceva la stessa cosa. Quel "centro di gravità permanente" non elimina il caos. Lo attraversa. Resta fermo mentre tutto intorno turbina, non perché non sente, ma perché sente da un luogo più vasto.
Ora, Maurizio, ci permetta di farle una domanda. Perché sente freddo?
Ci pensi. Chi non ama nulla, non gela per nulla. Chi ha il cuore già spento non trema davanti ai telegiornali. Ci si congela solo per ciò che ci importa. Solo per ciò che si ama.
Rilegga la sua lettera. Parla dei suoi figli. Dei figli dei suoi figli. Del mondo come "luogo in cui vivranno". Parla di un futuro che forse non vedrà, di persone che non sono ancora nate.
Chi scrive così non ha perso il cuore. Chi scrive così ama così tanto da sentire dolore per ciò che ancora non esiste. Quel freddo che la paralizza non è il contrario dell'amore, Maurizio.
È l'amore stesso.
È amore che non sa dove andare. Amore troppo grande per un corpo solo. Amore che vorrebbe abbracciare il mondo e si scontra con braccia che arrivano solo fino a qui. Quel gelo è il prezzo che pagano i cuori rimasti aperti in un tempo che premia solo i cuori blindati.
Non deve guarire da questo freddo. Non deve superarlo né trasformarlo. Deve solo, finalmente, riconoscerlo. Guardarlo e dirgli: "Ah, sei tu. Sei il mio amore per il mondo. Sei la prova che non mi sono arreso."
E in quel riconoscimento, qualcosa si scioglie. Non il freddo, ma la paura del freddo. Non il dolore, ma la solitudine del dolore. Perché un amore riconosciuto smette di essere un peso. Diventa una direzione.
Non le stiamo dicendo che andrà tutto bene. Non lo sappiamo.
Le stiamo dicendo che lei, proprio così com'è, tremante e vivo, è esattamente ciò di cui il mondo ha bisogno. Non nonostante quel freddo. Ma perché lo sente.
I cuori che ancora tremano per il mondo sono l'unica speranza del mondo.
E il suo sta tremando.
La Redazione

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