Adamo ed Eva
Altri gruppi gnostico-cristiani vedevano nel serpente la manifestazione dell’energia cristica, (rimanendo comunque nella sizigia Cristo-Sofia), la quale interviene per la liberazione dell’essere umano da una volontà esterna, al fine di condurlo a un vero sviluppo della libertà e dei valori cristiani, e del libero arbitrio in conformità a quei valori. La libertà scaturisce dalla conoscenza di sé e dallo sviluppo della padronanza dell’Io - ormai rivolto allo spirito -, sulle forze mondane e istintive che lo abitano. 
Altri gruppi gnostici vedevano, nell’emersione di Eva da Adamo, l’allegoria del destino dell’essere umano, cioè la separazione dello spirito (Eva-Sofia) dal corpo/anima (Adamo). Quello spirito che finisce dimenticato e occultato nell’anima che discende in un corpo.
In questo senso, alcuni gnostici cristiani hanno interpretato invece il simbolo di Eva come l’anima separata dallo spirito, la quale anela al ritorno dell’unione spirituale, al suo ricongiungimento con lo Sposo (vedi il concetto gnostico di Camera Nuziale). È lo spirito nell’essere umano a risvegliare e spingere Eva alla conoscenza del bene e del male. Inteso così, è la nostra parte femminile che nella vita ci guida e ci chiama verso il cammino spirituale. 
La caduta dell’anima in un corpo conduce alla morte, un passaggio chiave affinché l’essere umano comprenda ciò che in lui è veramente Vivo e immortale e aspiri a riconoscersi in Esso, come figlio del Vero Dio. Così come la sessualità fisica, che mima il congiungimento del maschile e femminile attraverso il corpo, è l’espressione materiale e simbolica di un atto ben più importante e profondo, di cui Gesù dice: «Allorché di due farete uno (...) allorché del maschio e della femmina farete un unico essere, sicché non vi sia più né maschio né femmina (...) allora entrerete nel Regno» (Vangelo di Tommaso 22). «Molti sono coloro che stanno alla porta, ma soltanto i solitari entreranno nella camera nuziale» (Vangelo di Tommaso 75).
Chiudiamo così questa rubrica, con la speranza che una nuova conoscenza possa discendere nel profondo del cuore e della mente delle donne, come gocce d’oro che pian piano liberino secoli e secoli di condizionamenti, pesanti come pietre. 

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