la relazione tra personale e collettivo


Ma vi sono aspetti più radicali e profondi, che attingono nutrimento dall’inconscio collettivo, che tutti ci collega. Qui giacciono, come metalli preziosi nelle miniere, i contenuti mitologici, i motivi tipici, i segreti dell’esistenza. Questo livello non è influenzabile dalla volontà o dal comportamento, a differenza del conscio personale che vive in una relazione compensatoria, polarizzante o interlocutoria con la nostra coscienza.
Se l’inconscio personale è abitato dai complessi, quello collettivo è costituito dagli archetipi, che possiamo conoscere soltanto attraverso parallelismi storici, mitici e religiosi. Si presentano e vivono nei miti, nelle fiabe, nelle opere d’arte, nei sogni e nelle visioni. Le popolazioni tradizionali dicono che l’essere umano diventa tale solo quando ripete un gesto dell’antenato fondatore: un rito, un culto, un atto simbolico, iscrivendosi così nella storia e collocandosi nella società e nella storia. 
I sogni, ad esempio, possono essere interpretati e compresi a livello dell’inconscio personale, restituendo elementi comprensibili, complementari alla coscienza. Ma alcuni hanno sensi più profondi e sconvolgenti, che spogliano l’Io di ogni certezza e ribaltano le prospettive del giorno. Una donna nel mezzo della vita viveva un legame strettissimo con l’unica figlia: erano in qualche modo ‘cresciute insieme’, poiché il padre presto se ne era andato disinteressandosi di loro. La madre era molto ansiosa, preoccupata, desiderosa di evitare ogni ulteriore sofferenza alla giovane, da poco maggiorenne. Ebbe un sogno: qualcuno di notte era entrato in casa, la porta era aperta, e la figlia era sparita. Nel vano della porta, vi era una piantina in vaso, dalla chioma leggera. La donna si spaventò, e pensò che qui fossero rappresentate le sue grandi paure. A livello dell’inconscio personale, possiamo pensare che il suo progetto, la sua parte promettente (la figlia) fosse andata nel mondo, in maniera un po’ furtiva, approfittando dell’oscurità, perché l’Io non avrebbe mai dato il suo assenso. 

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