il significato simbolico del serpente
La presa in carico veniva stabilita dal primo sogno ricevuto nella stanza sotterranea del tempio: se fosse comparso un serpente, la prognosi sarebbe stata fausta, poiché rappresenta il dio stesso che è già entrato in azione. Asclepio tiene in mano il caduceo, un bastone su cui si arrotolano in spire due serpenti; ancora oggi il suo strumento è l’immagine di tutte le professioni sanitarie: mediche, infermieristiche, veterinarie, farmaceutiche… Si tratta infatti di un animale filogeneticamente molto antico, che, come scrive Jung, rappresenta la parte inferiore del sistema nervoso, la sfera degli istinti, la radice da cui nasce l’intera vita psichica: per questo è simbolo di guarigione. La malattia consiste nella separazione dai propri elementi fondamentali, dalla natura dei propri istinti, “ed è compito dell’arte del guaritore” far ricrescere la vita a partire dalle sue stesse radici. Le idee e la consapevolezza, aggiunge, ci separano dalle basi essenziali del nostro essere, e il rettile ci ricongiunge alla nostra più remota psiche animale, su cui si fonda la nostra interezza. 
Il critico d’arte ed erudito Aby Warburg, dopo tre anni di ricovero in una clinica psichiatrica, iniziò un insperato processo di guarigione dopo aver tenuto nel 1923 una conferenza sul rituale di fertilità svolto dagli indiani d’America con serpenti a sonagli, opportunamente addestrati: infilandosi nella terra dove riposano i morti e poi riemergendone, sono “il simbolo più naturale dell’immortalità e della rinascita da una malattia o da un pericolo mortale”.

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