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Ma ogni simbolo è non solo polisemico, ma anche contradditorio nelle sue significazioni. Nella nostra tradizione religiosa il serpente rappresenta la tentazione diabolica, l’insidioso strisciare della seduzione, dell’inclinazione erotica. Può indicare morbosi sospetti di gelosia, invidie aggressive, elementi dissociativi che circolano nella psiche. Ma può anche essere l’inizio di una nuova fase, che però avrà inizio con una catastrofe, con la perdita di una condizione edenica ormai superata. Indica lo spirito profondo e nascosto della Grande Madre terra, la sua energia dinamica e antica.
La dea Iside forgiò con le sue mani un piccolo serpente e lo pose sul sentiero dove stava passando suo figlio, il dio sole Ra. Il morso al piede uccise il figlio, che da quel momento iniziò un percorso di rinascita. Le insidie velenose della madre, il loro influsso sinistro, scrive Jung, paralizzano la spinta in avanti della coscienza, ma al contempo sono fonte di nuova vita, portatrici di movimenti orientati dal moto a spirale della psiche inconscia.
Questo straordinario animale antico ci pone un problema cruciale: la conoscenza del bene e del male offerta dal rettile nel Giardino terrestre è sventura o saggezza? Gli arresti e i richiami dell’origine terrena sono sciagure o occasioni di rinascita? Quando la coscienza piange una perdita e una sconfitta, la parte più grande di noi, quella che ci costituisce e ci trascende, si amplia e potenzia il suo aspetto numinoso. Per questo sognare un serpente sottolinea la crucialità del passaggio che stiamo attraversando.