l'esorcista
n relazione con noi. A volte queste presenze si fanno troppo prossime, desiderano abitare negli esseri umani, e se disturbano vengono trattate tramite l’adorcismo: i guaritori riconoscono lo spirito che si presenta attraverso pratiche di transe, di sessioni musicali o di rituali, e la persona viene ad esso affiliata. Ne diventa un adepto, che lo onorerà e sarà capace di entrare in un rapporto di negoziazione, di comprensione e di scambio con esso. Vi saranno offerte, doni, e una festa annuale che sancirà il patto di alleanza instaurato. 
Cosa porta il messaggio estemporaneo e apparentemente immotivato di quel signore a lei, a sua moglie, e a noi con cui ha voluto generosamente condividerlo? Forse la consapevolezza che un mondo altro, di cui non si può troppo parlare, scorre accanto al nostro modo cosciente di procedere, e lo interroga? Si tratta dell’inconscio, nel suo significato etimologico di ‘ciò che non conosciamo’, inteso come realtà tangibile, materica, come presenza altra da noi? Nel tempo della vita ho appreso da grandi maestri e maestre che non si può entrare in rapporto con questa dimensione, che ci trascende e ci costituisce, con un atteggiamento di potere, che sempre ci tenta. Non possiamo illuminarla del tutto, conoscerla a fondo e possederla, soggiogarla e destituirla di magia e di potenza. Possiamo solo ascoltarla nel silenzio dei nostri pensieri, accoglierla quando ci si fa incontro, decifrarne i segnali, trattarla con riverenza e timore, e con profondo delicato amore.  

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