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Un altro modo molto interessante per abitare i nostri sogni è quello di disegnarli: nel dare loro forma, corpo e colore notiamo differenze, novità, altre prospettive. Così non soltanto li riceviamo, rimanendone colpiti, ma li attualizziamo, li ricreiamo, li portiamo alla luce. Possiamo dedicare un tempo ampio a questo lavoro, scegliendo di volta in volta il modo di dipingere: alcuni verranno trattati con acquarelli, altri a matita, oppure con le tempere, i colori a dita (potentissimi), pennarelli, pastelli o gessetti. Ogni sogno ha un’atmosfera, una luce e una materia propria che richiede e richiama realizzazioni diverse. Molto interessante anche il collage, pratica che raccoglie e riunisce pezzi sparsi e cerca nelle immagini già date similitudini, accostamenti, composizione.
Per entrarvi e rendere i sogni, i loro luoghi e le loro presenze un teatro vivo della nostra psiche lo strumento dell’immaginazione attiva è straordinariamente interessante ed efficace. In posizione rilassata, prima di prendere sonno o quando abbiamo un buon momento disteso a disposizione, ad occhi chiusi si sceglie il più recente (o quello che ci sembra più urgente) e si immagina di camminarvi all’interno, iniziando un dialogo con le persone che lo hanno animato. Dapprima si tratterà di contenuti molto vicini ai nostri pensieri coscienti, ma a poco a poco prenderanno vita propria ed inizieranno a sorprenderci. È una pratica differente dalla meditazione, perché si permette all’inconscio di emergere spontaneamente, non guidato dalle parole del conduttore o da altri suggerimenti. Jung suggeriva di “lasciar accadere”, svuotando a poco a poco l’Io delle sue aspettative e preoccupazioni, per aprire uno spazio accogliente in cui altro possa manifestarsi. Asseriva inoltre che tutto può animarsi intorno a noi, anche le immagini e i quadri che osserviamo: se non accade, non li abbiamo guardati abbastanza a lungo, con sufficiente attenzione e intenzione.