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I sogni non possono restare una lettera ricevuta, rimasta chiusa. E nemmeno soltanto letta e pensata. Desiderano trasformarsi in vita, in azioni, in gesti. Incidono sui nostri atteggiamenti, sulle prese di posizione, sugli affetti e il modo di parlare, sulle decisioni da prendere e su quelle già attuate. Per Marie Louise von Franz, psicanalista amica e collaboratrice di Jung, arrivano a cambiare perfino il nostro modo di comperare il pane al mattino. Ogni mattino.
Importante, dunque, è il porsi di fronte ai sogni in una relazione di reciprocità, non mentale né di troppa lettura. Non è la coscienza che legge le manifestazioni dell’inconscio, esaminandole e traducendole, ma a noi spetta l’entrare a occhi socchiusi in un mondo di penombre, rispettandone i misteri, i codici, le diversità. Non sapremo mai se siamo noi a “interpretare” i sogni, oppure se sono proprio i sogni a “intenzionarci”, guidarci e “interpretarci”.