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Quando appare, l’Anima introduce nella vita un’aura di mistero e di sacralità, caricando eventi e incontri di significato e pericolo, di bene e di male, perché rappresenta la vita stessa al di là di tutte le categorie. Parla il linguaggio del simbolo, che richiede la comprensione del cuore, capace di ospitalità e – insieme - di discernimento. Non si lascia imprigionare in definizioni, poiché è verità e inganno, caos e rivelazione, orientamento ed enigma. Jung afferma che irretisce l’uomo perché cada in trappola e raggiunga la terra, vi sia fissato e legato, perché la vita deve essere pienamente vissuta. Se l’incontro con l’Ombra è opera da apprendista, quello con l’Anima è prova da maestro: richiede coraggio (avere cuore, appunto), saldezza e capacità di amore, inteso come la capacità di contenere in sé gli opposti, senza che uno prevalga sull’altro, sopportandone la tensione. Se viene seriamente confrontata, perde la sua forza coattiva e si rivela come guida dotata di una superiore conoscenza delle leggi della vita. Nei sogni, quindi, la sua voce non va trascurata, ma ascoltata come una bussola che, pur attraverso caos e contraddizioni, spinge verso l’individuazione.
Una delle sue caratteristiche è quella di essere sempre “irragionevole”, non collettiva, sorprendente, sconosciuta. Le voci amiche sempre sconsigliano di seguirla, perché mette nei guai, ed è proprio questa la sua intenzione! Penso per esempio alle vicende di un uomo che, nella prima metà della vita, si è innamorato di una donna sfuggente, ma quotidianamente accanto. Perché a volte l’Anima si presenta in carne ed ossa, per diventare poi figura ricorrente del sogno: per anni l’amante si è perso nei meandri privi di direzione e di esito di questo potente rispecchiamento, fino a comprendere che il labirinto in cui si trovava stretto e costretto erano le viscere della Madre terra, che doveva attraversare per poter rinascere, dopo un lungo periodo di incubazione in cui avrebbe incontrato anche l’oscuro grumo di dolore del Minotauro.
È la madre, infatti, che condiziona la relazione del figlio con la propria Anima, in un percorso colmo di prove, di gelosie, di sfide e di preziose eredità. Che, come meta finale, ha la conquista d’Amore, crogiuolo infuocato dove si celebra l’unione tra le nostre parti disgiunte e sequestrate (come dice l’alchimia), e quelle altrettanto disperse dell’altro, del Tu con cui abbiamo incrociato il destino.