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Gent.ma Dott.ssa Valerio,
mi capita spesso di sognare degli animali, in varie circostanze. Immagino che ognuno di essi ci porti un messaggio differente dagli altri, che siano simboli di aspetti diversi di noi esseri umani. A volte questi animali sono "sconosciuti", altre volte fanno parte della mia vita e quindi ho con essi una relazione personale. Potrebbe darmi qualche indicazione? Mi piacerebbe conoscere il significato simbolico degli animali che più comunemente si sognano, e la differenza di significato quando l'animale fa parte della nostra famiglia. Grazie per la sua gentile risposta.
Questa domanda tocca il cuore del linguaggio della psiche e del nostro essere, caro lettore, e la ringrazio molto per averla posta. Cercherò di seguire il suo consiglio e di trovare una risposta “gentile”, che sappia rispettare il mistero che vive negli animali, nostri familiari in uno dei tre regni della natura. Per molte civiltà sono sacri, portatori di avvertimenti importanti, messaggeri del divino, e le persone sagge ne sanno comprendere il linguaggio e leggere i segni. Anche gli etruschi e gli antichi romani interpretavano il volo degli uccelli e il posizionarsi di insetti e mammiferi per sapere se il viaggio, il rito, la guarigione sarebbero stati favorevoli.
Nei nostri sogni sono ancora più potenti e precisi: lo stato di salute dell’animale che sogniamo parla di come stanno il nostro corpo e la nostra anima. Se maltrattati, feriti o affamati chiedono immediate cure: sono segnali di allarme che non possono essere trascurati. Se invece si risanano, o stanno felicemente nel loro ambiente (anche quelli più feroci e velenosi) indicano che l’equilibrio naturale in noi è armoniosamente composto. Quanti si trovano in luoghi inadatti invece hanno bisogno di essere liberati: le tigri in camera da letto, i pesci fuori dall’acqua, il proliferare disordinato di parassiti sui muri della casa parlano di precisi pericoli; un contenuto di spropositata aggressività circola vicino a noi, le emozioni sono inaridite e assetate, una malattia si sta scatenando dentro di noi. Ricordo un saggio amico e grande analista a cui raccontavo un sogno in cui sul mio letto erano arrivate bestiole poco raccomandabili e per nulla gradevoli, e mi chiedevo come liberarmene; non ucciderle, mi disse, invitale a tornare nelle loro tane, lì staranno benissimo! Perché gli animali non sono (solo) simboli dei nostri istinti, ma portatori di un’altra forma di coscienza: vivono pienamente il progetto che Dio ha per loro, scrive Jung, perché “in natura l’animale è pio ed educato”, e aggiunge che, se si assimila la natura dell’animale, si diventa cittadini rispettosi, capaci di procedere senza fretta, e ci si può permettere di essere ragionevoli, cosa assai difficile.