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Da questa prospettiva, può risultare illuminante ricordare alcuni criteri formulati da papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium. Anche se si riferiscono al bene comune e alla pace, offrono anche un orientamento di valore per la vita spirituale.
In primo luogo, il tempo è superiore allo spazio. Esiste una tensione tra il desiderio di pienezza e i limiti reali. Dare priorità al tempo significa iniziare dei processi più che accumulare dei contenuti. Non basta riempire gli scaffali di libri; è più fecondo dedicare tempo a una lettura calma e alla riflessione.
In secondo luogo, l’unità prevale sul conflitto. Nella nostra interiorità convivono forze diverse che a volte entrano in tensione. Non si tratta di ignorarle, ma di accettare questo conflitto, attraversarlo e trasformarlo in un passo verso una maggiore integrazione. In terzo luogo, la realtà è più importante dell’idea. Tra queste due parti deve esistere un dialogo costante. Lo studio ci può elevare, come un aereo che decolla, e che però prima o poi deve toccare terra. Altrimenti, si corre il rischio di distaccarsi dalla vita concreta.
E infine, il tutto è superiore alla parte. L’insieme è più che la somma dei suoi elementi. Questa visione si avvicina, con altre parole, a quella che Gurdjieff denominò la Quarta Via: l’integrazione del lavoro su pensieri, emozioni e azione.
Alla luce di tutto questo, la sua inquietudine iniziale acquisisce una prospettiva più chiara. Non si tratta tanto di leggere di più o esplorare continuamente nuovi campi, ma di scegliere quelle letture che realmente alimentino il suo processo e la aiutino a crescere in modo integrato. Nel gruppo di appartenenza, questo si solito si concretizza in testi che siano in sintonia con il cammino condiviso. Dialogare con i formatori e i compagni può offrire un orientamento importante. Ma il criterio decisivo è un altro: che ciò che legge illumini la sua comprensione, rinforzi il suo mondo affettivo e si traduca in una vita più coerente.
La curiosità è una qualità positiva, ma necessita di essere educata per non disperdersi. Quando non viene orientata, può condurre a un susseguirsi di entusiasmi passeggeri che lasciano dentro pochi residui. Invece, quando la curiosità si incanala, si converte in un motore verso il profondo.
C’è una frase che ben riassume questa dinamica: “Vivi come pensi; altrimenti, finirai per pensare come vivi”. In fondo, lo studio spirituale non consiste nell’accumulare idee, ma nel lasciare che la verità inizi a plasmare la vita.