No, quella Storia non insegna nulla agli esseri umani che ricadono sempre nelle stesse trappole della mente, negli stessi schemi di contrapposizione tra buoni e cattivi, tra alleati e nemici. La Storia degli esseri umani comuni invece, quella che non si studia sui libri, può fornirci qualche suggerimento per la nostra vita.
Travolti dalla caduta dell'Impero, i romani seguirono il loro istinto che li portò ad abbandonare le città, divenute oramai insicure, e a trasferirsi nelle campagne. Mentre infuriavano le invasioni e le scorribande, mentre lo Stato perdeva la sua capacità di garantire la sicurezza, la gente cercò rifugio e nutrimento nella terra. Costruì piccole comunità dietro le mura dei castelli, e organizzò la propria esistenza rendendosi autosufficiente e autonoma dall'esterno.
Trascorsero lunghi secoli chiamati "bui", i secoli dell'Alto Medio Evo. Gli uomini potenti continuarono a farsila guerra; i regni sorsero e caddero, molte battaglie furono vinte e perse. Ma la gente continuò a vivere, a innamorarsi, a fare figli e a morire. Sotto le macerie, travolta dai cambiamenti, la Roma imperiale sembrò scomparire e con essa la sua civiltà, la sua forza, la sua cultura. Con il tempo i suoi fasti e la sua ricchezza divennero uno sbiadito ricordo, fino a quando, dopo quasi altri mille anni, un gruppo nutrito di artisti e di intellettuali la fece rivivere nel linguaggio artistico del Rinascimento italiano.
LA STORIA, MAESTRA DI VITA?
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- Scritto da GIOVANNA DI GIROLAMO
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