Amore tacque di colpo, mentre un brusio di voci giungeva dal limitare del bosco. L’uomo notò una folla venire allo scoperto, erano parole e ognuna si prostrava al suo cospetto. Proprio in quell’istante si avvide come alla parola vento mancasse il soffio, la parola sole non risplendesse di luce, la parola fuoco non avesse calore e la parola acqua non togliesse la sete. Allora comprese. Fece una riverenza ai suoi compagni e s’incamminò verso casa. Mai tragitto gli parve tanto lungo, eppure l’alba stentava ancora a mostrare il suo volto. Giunse sereno, come se lungo la strada dure scaglie si fossero staccate una ad una dalla sua pelle, si sentiva un uomo nuovo, liberato, seppur ancora non libero. Spinse con la mano la pesante porta di casa che faceva da scudo tra lui e il mondo, anch’essa aveva perso i cardini e la serratura. Entrò e l’accostò, ma non fece in tempo a girarsi che intravide una figura ad attenderlo, quasi non se ne stupì in quella notte in cui lo straordinario aveva preso il sopravvento. Scorse una donna avvolta in un ampio manto scarlatto bordato d’oro che le velava gli occhi, sotto il quale si intravedeva un abito blu su cui era ricamato un sole che pulsava al pari di un cuore. Entrambi rimasero immersi in un silenzio profondo per alcuni istanti. L’uomo accennò due passi nella sua direzione e la donna prese a dire: «Io sono te, non esiste soffitto capace di arginare il cielo. Per te ho sfondato la volta della coscienza affinché tu possa ammirare come l’universo ti appartenga; affinché tu conosca il tuo vero nome e il senso reale di ogni cosa. Comprenderai come ogni lettera sia una stella e ogni parola pronunciata produca un mondo, e come una frase dia vita a un intero universo, generando in chi ascolta intere galassie; ogni parola è suono e vibrazione, e così facendo crea e distrugge trasformando colui che la pronuncia in un dio. Ma, dimmi, quale dio è tale se può essere avvelenato quando si nutre di quel che crea?». A questa domanda della misteriosa donna, l’uomo cadde in un sonno profondo.
SAPERE ED ESSERE: IL NOME DI OGNI COSA
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- Scritto da LINDA PARRINELLO
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