La falsificazione della storia e della realtà non è un fenomeno nuovo. Lo stesso Le Bon ci dice: «Da ciò che precede si deduce con chiarezza che i libri di storia devono essere considerati opere di pura immaginazione. Sono racconti fantastici di eventi male osservati, accompagnati da spiegazioni inventate a cose fatte. Se il passato non ci avesse lasciato in eredità le opere letterarie ed artistiche e i monumenti, non conosceremmo nulla della sua realtà. Conosciamo forse una sola parola veritiera sulla vita dei grandi uomini che ebbero una parte preponderante nella storia dell’umanità, come Ercole, Buddha, Gesù o Maometto? Molto probabilmente no».[7]
Viviamo tuttavia in un tempo in cui chi possiede i mezzi e il potere per attuare la falsificazione dispone di strumenti tecnologici straordinari, capaci di costruire realtà virtuali dentro le quali farci vivere anche senza bisogno degli occhialini 3D; basta credere acriticamente a tutto ciò che vediamo o sentiamo; basta essere inconsapevoli delle più basilari tecniche di manipolazione di massa come "La finestra di Overton"[8] o il "Principio della rana bollita"[9].
Lo spirito critico per esistere richiede la presenza di un "Io non condizionato"[10]; è una meta faticosa da raggiungere, forse solo un miraggio. Tuttavia, è la strada mostrata da Cristo: «Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno arriva al Padre se non tramite me» (Gv. 14,6). La via dell'individuo, non della massa. 
Nei prossimi articoli proveremo insieme a raccogliere le briciole lasciate lungo il percorso verso l'individuazione da personaggi illustri, per allontanarci dal magma ipnotico del pensiero artificiale, nel tentativo di trovare il coraggio di addentrarci nella selva della nostra individualità alla ricerca del non condizionato e non condizionabile che vive dentro ognuno di noi.   


[7] Ibidem
[8] Concetto introdotto da Joseph P. Overton (sociologo), con il quale si cerca di spiegare il meccanismo di manipolazione delle masse attraverso i mezzi di comunicazione e le tappe che sono necessarie per trasformare un'idea totalmente inaccettabile in pacificamente accettata e infine in legalizzata. Per fare un esempio, il regista russo Nikita Mihalkov ha ipotizzato uno spostamento a tappe della "finestra" sul tema del cannibalismo. 
[9] Principio metaforico raccontato dal filosofo e anarchico Noam Chomsky, per descrivere la capacità dell'uomo moderno di adattarsi passivamente a qualunque situazione spiacevole o deleteria senza reagire, se non quando è troppo tardi. Anche tale principio parte dal concetto di "gradualità" con la quale vessazioni, soprusi o mutamenti economici e politici vengono introdotti nel sistema sociale affinché l'individuo percepisca tali cambiamenti come innocui, proprio perché graduali, salvo poi ritrovarsi nell'impossibilità di opporre alcuna resistenza. 
[10] Marco Guzzi, filosofo

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