Vedi un grande orso bianco seduto sulla roccia più alta della grande montagna. È seduto come se fosse un uomo e ti guarda come se tu fossi la sua preda. Tremi. 
«Io sono il signore e il padrone di queste terre», ti dice con una voce maestosa, la stessa che usava con te tuo padre quando, da bambino, ti insegnava a cacciare e tu commettevi degli stupidi errori. 
Ti butti a terra fingendo di essere morto, facendo la stessa cosa che faresti nel caso in cui ti sentissi spacciato davanti a una bestia feroce, nella speranza che questa abbia compassione di te e ti conceda di vivere. Mentre ti rannicchi davanti al grande Orso Bianco senti la sua voce maestosa dirti queste frasi: «Io sono il grande signore di queste terre e qualche giorno fa ti ho mostrato il mio potere. Posso scuotere le montagne e farle diventare come latte di vacca. Posso squarciare il cielo e far cadere su di te un raggio di fuoco, come ogni tanto osservi in un giorno di pioggia, quando faccio tuonare la mia voce e taglio in due un albero con la lama elettrica delle mie dita. E quando divampa la mia voce, che è voce di tuono, vedo come scappi rifugiandoti in quel misero anfratto che hai scavato nei monti, così come fa un insetto con la sua tana. Posso schiacciarti in qualsiasi momento e provare la stessa soddisfazione che provi tu quando mostri il tuo misero potere e la tua insulsa forza al piccolo scoiattolo. Sei tu la causa della mia ira, sei tu la causa del perché io faccio scuotere le montagne, sei tu la causa del perché faccio cadere fuoco dal cielo, sei tu la causa delle mie saette. Non riconosci che la mia voce di tuono è simile alla voce di tuo padre quando imprecava perché, per pigrizia o disubbidienza, non rispondevi immediatamente ai suoi comandi?».
Ti svegli lanciando un urlo e i tuoi figli si svegliano di soprassalto con te, presi dal terrore e iniziano a piangere disperatamente, nuovamente angosciati dalla possibilità che una nuova scossa abbia squarciato ancora una volta la terra.
Ti alzi senza prenderti cura di loro e afferri la lancia che hai imparato a creare con un bastone e una pietra affilata e ti avvii nel tentativo di cacciare la bestia più grossa che tu abbia mai dominato. Passate molte ore, trovi un alce di grandi dimensioni e, dopo grandi sforzi e lotta, riesci a infilargli la lancia al centro del cuore. Mentre stavi cacciando pensavi al grande orso bianco che vive sul picco della montagna e dentro di te sussurravi queste parole: «Guarda come caccio per te, guarda come ti servo, guarda come riconosco il tuo potere e accetto il tuo dominio su di me».

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