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Lasciando la casa di Valentino, ci spostiamo verso un altro circolo di Gnostici, dove un maestro sta leggendo dei loghion dal Vangelo di Tommaso. La sua voce risuona mentre recita: "Io sono la luce che è su di tutti. Io sono il Tutto. Il Tutto è uscito da me e il Tutto è tornato a me. Spaccate un pezzo di legno: io sono lì. Sollevate una pietra: lì mi troverete" (Tommaso, Loghion 77). I discepoli meditano su queste parole, cercando di vedere il mondo attraverso gli occhi di Cristo. Mentre il sole tramonta sulla città, ci dirigiamo verso un altro incontro. In una stanza silenziosa, un gruppo pratica le tecniche descritte in ‘Zostriano’, altro importante testo ritrovato a Nag Hammadi. Un praticante sussurra: "Cercai la stabilità e presi posizione. Poi [...] le cose che erano in me si raccolsero e [...] rimasero in silenzio." (Zostriano, 4:20-22) L'aria sembra vibrare con l'energia di menti che si acquietano, cercando quella pace interiore tanto agognata.
Se da un lato queste testimonianze ci offrono preziosi spunti sulla natura contemplativa e meditativa della Gnosi, dobbiamo ammettere che ci danno solo allusioni e riferimenti indiretti alle tecniche vere e proprie. Tuttavia, mentre le stelle iniziano a punteggiare il cielo di questa città brulicante di scuole iniziatiche, il nostro cammino ci porta verso un'altra corrente di pensiero: una forma di Gnosi che cerca di rimanere in dialogo con l'ortodossia cristiana emergente. È in questo contesto che incontriamo la figura di Clemente Alessandrino[1], nelle cui opere troveremo non solo allusioni, ma descrizioni più esplicite di pratiche meditative.
Ci dirigiamo verso i giardini ombreggiati del famoso Didaskaleion, scuola che sotto la guida di Clemente divenne un centro di sintesi tra filosofia greca e teologia cristiana.[2] Il maestro ci accoglie con un sorriso enigmatico e ci parla di una pratica chiamata "Gnosis Angelike", o "conoscenza angelica". Mentre ci sediamo in una quieta stanza siamo guidati in un esercizio meditativo e di visualizzazione che trascende la semplice preghiera. Chiudiamo gli occhi e, sotto la sua guida esperta, iniziamo a percepire la presenza di esseri luminosi, gli angeli, che ci circondano. Contemporaneamente, volgiamo lo sguardo interiore verso il nostro centro più profondo, cercando quella scintilla divina che Clemente assicura risiedere in ognuno di noi. Questa esperienza di Gnosis Angelike, ci spiega, permette di sperimentare una conoscenza diretta e non mediata di Dio e delle realtà celesti: la Gnosi, che va oltre la semplice fede o l'apprendimento dottrinale (Stromata VII, 10 e Stromata VI, 13).
[1] Clemente Alessandrino (150 - 215 d.C.) fu considerato santo dalla chiesa ufficiale fino al 1600, ma scomparve dal martirologio riformato da papa Clemente VIII, rimanendo comunque tra i santi venerati dalle Chiese orientali.
[2] Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica, V,10