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Corri da me
Con i tuoi occhi grandi
Mentre il sole ci illumina
Corri felice sotto i raggi del sole
Il dolce soffio del vento ristora i nostri corpi accaldati
Mentre i nostri cuori volano ed io impazzisco di gioia.
Corri da me anima dolce tra le mie braccia
Non lasciare che i dubbi ti fermino
Abbandonati a me come nelle braccia di Dio.
Nulla ci può succedere a queste altezze
Nulla può accadere ora che siamo nel suo grembo
L’amore è da lui partorito.
E noi siamo il suo frutto, anime gemelle che si uniscono e da lui sono generate.
Corri da me anima dolce tra le mie braccia
Niente di più eterno esiste in questo tempo
Corri da me con gli occhi pieni di speranza
In questo attimo eterno che non avrà mai fine
Corri da me e avvolgiamoci di verde edera così che gli angeli ci possano sollevare verso i cieli più alti.
Corri da me e lasciamo che gli angeli
Ci portino su verso le tenere nuvole bianche
Mentre le nostre anime unite esplodono d’amore.
Quando Andrea finì di cantare, si sentì sfinito e sconvolto da tutto quell’amore che aveva provato nel cuore. Qualcosa si stava muovendo nelle sue profondità, qualcosa che riguardava il suo desiderio di rinascere, di rivivere quelle emozioni che un tempo lo avevano reso veramente felice. Ma ben presto si rese conto che ciò che gli mancava non era l’amore per una donna, bensì l’amore che nasceva dentro di lui quando era innamorato.
Quella forza immensa lo rendeva gravido e capace di dare vita a ciò che di più sublime poteva esistere. Così si sentiva fragile e forte al tempo stesso, capace di creare, scrivere e suonare melodie come mai prima d’allora. Comprese inoltre che quelle composizioni non venivano da lui, ma da un’energia più sottile. Capì quale fosse la sua vera missione, quale la bussola della sua esistenza: la Gioia. Portare Gioia nel proprio cuore. Portare Gioia nel cuore di chi ascoltava le sue melodie. A questo compito non avrebbe mai potuto sottrarsi, eppure sentiva che sarebbe stato difficile.
Come poteva pensare di diventare famoso nel mondo discografico? Fu allora che una voce, chiara e tonante, si fece sentire dentro dandogli chiarezza: non era quella la musica che era chiamato a realizzare, e non era la fama terrena ciò a cui doveva aspirare. Conosceva già, in fondo, la direzione da seguire: l’aveva sperimentata ai tempi di quell’amore straziante del passato.
Quell’emozione lo aveva condotto nelle profondità del suo essere, dove giacevano le sue perle più luminose: i suoi talenti più sublimi che attendevano solo di sbocciare e fiorire. Così promise a sé stesso che si sarebbe dedicato alla musica, anima e corpo, come una madre che attende con amore la nascita del proprio figlio. Con questo slancio, tirò fuori dalla propria interiorità canzoni, poesie e melodie e le incise in uno studio di registrazione. Quando ebbe terminato, sentì che era giunto il momento di darle alla luce. Pubblicò le sue composizioni e le lasciò andare per il loro cammino. Dopo averlo fatto, si sentì libero e felice, padre e madre allo stesso tempo e, come ogni genitore, desideroso di vegliare sul viaggio delle sue creature.