Gesù era omosessuale?
Queste righe provengono da un documento che Morton Smith (1915-1991), un professore di storia del cristianesimo antico, sosteneva di aver scoperto nel monastero di Mar Saba, vicino a Gerusalemme. Il testo, a suo dire, sarebbe una lettera di Clemente di Alessandria nella quale si fa riferimento a un Vangelo di Marco “più lungo” o “segreto”, destinato a discepoli considerati “più avanzati” e capace di illuminare aspetti più intimi dell’insegnamento di Cristo. La storia di questo manoscritto, però, è avvolta nel mistero: dopo essere stato fotografato, scomparve senza lasciare traccia, e molti studiosi ritengono che possa trattarsi di un falso. Anche se il frammento fosse autentico, occorrerebbe sottolineare che l’idea di una presunta omosessualità di Gesù non emerge in modo esplicito dal testo riportato qui sopra: ciò che si legge è più un riferimento a un intimo legame con il giovane risuscitato, un legame che alcuni gruppi, come i seguaci di Carpocrate, avrebbero poi interpretato in chiave sessuale. Clemente di Alessandria, stando a quanto riferito, avrebbe preso le distanze da simili letture troppo “carnali”.
Altri studiosi, invece, sostengono l’ipotesi dell’omosessualità di Gesù basandosi su supposizioni ulteriori: ad esempio, la centralità della figura materna a fronte dell’assenza di un padre, che per alcuni sarebbe segno di un’affettività “sbilanciata” verso relazioni maschili. A ciò si aggiunge anche il famoso episodio di Marco 14:51-52, in cui un giovane segue Gesù coperto soltanto da un lenzuolo e poi fugge nudo. Alcuni collegano questo personaggio al giovane ricco del Vangelo Segreto di Marco, ritenendo che la coesistenza di questi elementi suggerisca relazioni omosessuali fra Gesù e i suoi seguaci.